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Uniti nell’annunciare” “

Cattolici ed ortodossi, per la prima volta insieme, alla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” “

Vespri solenni celebrati nella cattedrale di Westminster dal patriarca della Chiesa ortodossa russa Basil of Sergievo e dai due vescovi cattolici ausiliari della diocesi di Westminster, James O’Brien e George Stack. Così comincia sabato 17 gennaio nel Regno Unito la novantaseiesima Settimana per l’unità dei cristiani. E’ la prima volta che Chiesa cattolica e ortodossa si ritrovano insieme per una funzione così importante, un segno di quanto progresso abbia fatto il cammino verso l’unità delle due Chiese. Nel resto del Regno Unito questo appuntamento chiave dell’ecumenismo si celebrerà con funzioni religiose comuni, scambio di pastori e congregazioni.¤ loughborough, una comunità ecumenica. Ad organizzare le iniziative è “Churches together”, ovvero “Chiese insieme”, uno dei più importanti centri ecumenici del Regno Unito nel quale sono rappresentate tutte le Chiese cristiane. A Loughborough, una cittadina inglese di cinquantamila abitanti nel nord di Inghilterra che è un po’ un microcosmo del resto del Paese, sono presenti le fedi più importanti del Regno unito, cattolici e anglicani, battisti, metodisti, quaccheri, cristadelfiani, chiese unite riformate e “Chiese libere”, don Philip Scanlan, parroco di St. Mary’s, una delle due Chiese cattoliche della cittadina spiega che cosa avverrà nella sua parrocchia. “Sabato 17 gennaio abbiamo invitato alla nostra messa prefestiva i fedeli della Chiesa libera ‘The well’, ovvero ‘Il pozzo’, e domenica 18 gennaio vi sarà uno scambio di congregazioni. Ai fedeli di St. Mary’s verrà chiesto, oltre che di frequentare la messa cattolica qui, di partecipare a una delle funzioni religiose della anglicana ‘Good Shepherd Church’, la ‘Chiesa del Buon Pastore’. Domenica 25 gennaio, alle 18.30, ospiteremo una celebrazione ecumenica con letture delle Sacre Scritture e preghiere dei fedeli. Tutte le altre Chiese cristiane di Loughborough sono state invitate e la predica verrà fatta dal reverendo David Shirtliff della ‘Trinity Methodist Church’, una delle Chiese Metodiste”. “Non nascondiamoci difficoltà e differenze”. Secondo don Philip, che è vicepresidente di “Churches together” di Loughborough, i rapporti ecumenici tra i cattolici e le altre comunità cristiane del Regno Unito sono migliorati molto dopo il Concilio Vaticano II. “Per i cattolici prima del Concilio era impossibile anche pensare di partecipare a una funzione in una Chiesa protestante. Oggi questi momenti di incontro sono un’abitudine consolidata. Nonostante tutto evitiamo di parlare degli ostacoli che ancora ci dividono. Per paura di offenderci a vicenda siamo cortesissimi, ma poco onesti e così il cammino verso l’unità non progredisce”. Diverso il punto di vista di don Andrew Faley, responsabile dei rapporti ecumenici per la Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles. “Negli anni la settimana per l’unità dei cristiani ha dato frutti importanti soprattutto per la Chiesa cattolica. Oggi – spiega don Faley – i fedeli di Roma non si sentono più una minoranza discriminata come accadeva in passato, ma una parte importante ed essenziale della vita religiosa del Regno Unito. Progressi importanti sono stati fatti nel cammino verso l’unità con gli anglicani. Molto significativo è stato l’incontro tra Rowan Williams e Giovanni Paolo II dell’ottobre scorso e in queste ultime settimane il Primate anglicano ha chiesto aiuto alla Chiesa cattolica per affrontare il problema delle divisioni generate dall’ordinazione del vescovo omosessuale Gene Robinson”. “Certo, ostacoli ne esistono ancora”, conclude don Faley, “l’Eucarestia, l’ordinazione dei sacerdoti e il difficile problema dell’autorità, ma essi hanno un ruolo positivo perché ci spronano a lavorare di più per capire quali sono le verità più importanti per anglicani e cattolici e quale è il ruolo e il significato della Chiesa”. E secondo don Faley l’obiettivo dell’ecumenismo “oggi non è l’unità ma l’annuncio del messaggio del Vangelo ai non credenti. Dobbiamo guardare a questa meta e lavorare insieme per raggiungerla, ma il modo in cui vi arriveremo è un mistero, è nelle mani di Dio. A noi tocca solo di essere suoi collaboratori”.