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A 23 anni, dalla Repubblica Ceca all’Europarlamento, ” “parla la deputata più giovane di Europa” “
La più giovane deputata d’Europa. Forse del mondo. Martedì 20 gennaio Katerina Konecná ha infatti compiuto 23 anni: nata a Nouy Jicin nel 1981, da due anni siede al Parlamento della Repubblica Ceca, che l’anno scorso l’ha inviata a rappresentare il Paese all’Europarlamento in qualità di “osservatore” (i dieci Stati che aderiranno all’Ue dal 1° maggio contano oltre 150 rappresentanti, senza diritto di voto, di cui 24 cechi). Katerina, cresciuta negli anni della transizione dal regime comunista alle libertà seguite alla caduta del Muro di Berlino, affronta le grandi questioni internazionali con l’entusiasmo che le regala l’età, ma anche con una serietà e una caparbietà da fare invidia a molti membri dell’Assemblea. Nel 2003 ha concluso gli studi economici svolti a Praga; oltre alla sua lingua parla inglese e, dice, “me la cavo in russo e tedesco”. Per gli amici e gli hobby non le resta molto tempo ma, quando può, non rinuncia a uno spettacolo teatrale o ad ascoltare un po’ di musica classica. Come è entrata in politica? “Da studente mi sono sempre interessata alle questioni sociali che riguardavano noi giovani e al diritto di studio. Eravamo in pieno fermento politico, c’era tanta voglia di costruire un futuro per il Paese. La mia candidatura al Parlamento di Praga è nata in questi anni e ora faccio parte della Commissione affari esteri. Gli impegni sono numerosi e a questi si è aggiunto quello di osservatore qui a Strasburgo e a Bruxelles. Al Parlamento europeo seguo, oltre ai lavori dell’aula, quelli della Commissione occupazione e affari sociali”. Quali sono i compiti di un “osservatore” presso il Parlamento dell’Unione? “Cerchiamo anzitutto di conoscere meglio il funzionamento delle Istituzioni comunitarie, le politiche dell’Ue, il rapporto tra l’Unione e i Paesi membri. È poi importante il lavoro di raccolta di informazioni su temi che sono per noi particolarmente delicati, relativi all’allargamento e a quanto questo comporterà per noi: il recepimento delle norme comunitarie nel nostro diritto, le opportunità offerte sul piano della crescita economica e sociale. Poi ci sono tutte le questioni di politica internazionale. I rapporti di collaborazione con deputati di altri Paesi è essenziale, anche se non è tutto facile…”. Qual è l’Europa del futuro che lei ha in mente? “Non è semplice mettere assieme 25 Stati e popoli che hanno storie, tradizioni, culture diverse. Per far questo occorre far nascere una Europa con istituzioni forti, anche centralizzando le decisioni, pur nel rispetto delle diversità. Forse dovremmo seguire il modello statunitense. Comunque è necessario oggi essere uniti”. Cosa si aspettano i giovani dall’Europa? Quale contributo potrebbero dare all’integrazione? “I ragazzi di oggi, soprattutto nei Paesi dell’Est, hanno bisogno di opportunità per crescere, di aprire gli orizzonti. Chiedono libertà, pace, giustizia sociale e l’abbattimento di ogni tipo di frontiera. Ciò significa poter studiare e lavorare, avere i mezzi e la casa per creare una famiglia, per far crescere dei figli. Essi possono essere molto influenzati da ciò che si decide a Bruxelles. Ma non c’è solo una posizione passiva: in realtà essi possono dare molto alla politica, alla società, purché si diano loro delle chances“. Come vede i Paesi che tra pochi mesi entreranno a far parte dell’Unione europea? “Ci sono grandi desideri, fra le quali la sicurezza sociale, la difesa dei diritti umani, la legalità. All’Est ci si attende di entrare a far parte di una comunità in cui tutte le Nazioni abbiano la stessa dignità. Non vogliamo essere considerati Paesi di serie B. Quando poi penso all’Europa, ho in mente tanti miei connazionali, donne e uomini, che sono emigrati in questi anni e che abitano a Parigi, Londra, Berlino, Roma, Madrid. Vorrei impegnarmi, spero che tutti si impegnino, per dare loro un lavoro e una speranza per il domani”. Si candiderà al Parlamento per passare a deputato effettivo? “Mai dire mai. In realtà ho già molti impegni e per due anni ancora sono membro dell’Assemblea a Praga. Certo che qui tutto è molto interessante…”.