antisemitismo" "

Un filo da spezzare” “

Le risposte alla violenza contro gli ebrei in diversi Paesi europei” “” “

Il 2002 ed il 2003 hanno segnato un “allarmante aumento” di casi di antisemitismo. Profanazioni di tombe, scritte murali, pestaggi, insulti, minacce e devastazioni a proprietà di ebrei. Sono solo alcune delle tante vicende a sfondo razziale e antisemita registrate nel corso del 2002 e dei primi mesi del 2003 che emergono dall’ultimo rapporto dell’istituto “The Stephen Roth” dell’università di Tel Aviv, accreditato osservatorio delle varie forme di antisemitismo e razzismo. Il rapporto dedica ampio spazio all’antisemitismo in Europa. Proponiamo una sintesi. belgio. Sono 35 mila gli ebrei che vivono in Belgio. Il clima antisemita appare correlato alle vicende mediorientali. Episodi antisemiti hanno visto protagonisti alcuni fondamentalisti islamici che durante una manifestazione dell’aprile 2003 hanno devastato negozi di ebrei al grido di ‘morte ai giudei’. Un anno prima un nutrito gruppo di giovani arabi aveva malmenato tre ragazzi ebrei nei pressi della sinagoga di Antwerp. Nei primi mesi del 2003 si sono registrate 6 aggressioni, 4 danneggiamenti a proprietà, 4 casi di minacce e 2 di abuso. Attive anche formazioni di estrema destra come il circolo “Nation”. Non sono mancate risposte alla violenza. Oltre all’azione di contrasto delle Forze dell’Ordine si registrano gli interventi del Re Alberto II (luglio 2002) e quelli di Anna Diamantopoulou, commissario per gli Affari sociali della Commissione europea, nel febbraio e marzo del 2003. Danimarca. Gli ebrei sono 7 mila su una popolazione di oltre 5 milioni. La maggiorparte vive a Copenaghen. Nonostante la lunga storia di convivenza la comunità ebraica nel solo 2002 è stata oggetto di 65 attacchi tra minacce verbali, scritte, aggressioni e distruzioni di proprietà. Per questo motivo lo scorso giugno la comunità ha attivato una linea telefonica per le vittime di violenza a sfondo antisemita. Molti di questi atti provengono da elementi appartenenti a gruppi di estrema destra (Progress party, Danish national front) e di fondamentalisti islamici (Hizb ut-Tahrir). Il crescente numero di fatti del genere ha imposto al sindaco della capitale danese di chiedere alla polizia una particolare protezione per i cittadini di fede ebraica. Su tutti si ricorda, il 7 aprile 2002, l’assalto di 100 giovani palestinesi e di membri del fronte Orgoglio bianco neonazista, ad una marcia pro-Israele promossa da attivisti cristiani. Non mancano le reazioni a questi fatti: la comunità islamica turca si è dissociata da ogni forma di antisemitismo così come numerosi cittadini di origine palestinese che hanno addirittura comprato una pagina del giornale ‘Politiken’ per prendere le distanze. Francia. Gli ebrei in Francia sono oltre 500 mila, la comunità più grande in Europa. Tra il 2002 e 2003 ha subito oltre 900 ‘incidenti’ che hanno coinvolto anche bambini in età scolara costringendo i loro genitori a trasferirli dalle scuole statali a quelle private gestite da ebrei. Assalti a scuolabus, pestaggi, insulti e minacce fuori delle scuole e su mezzi di trasporto pubblico. Coinvolti in questi casi di violenza, non solo verbale ma anche fisica, frange di estrema sinistra (Lega comunista rivoluzionaria, Lotta operaia e Partito dei lavoratori), movimenti antiglobalizzazione e di estrema destra. Sul piano religioso atteggiamenti antisemiti più o meno palesi provengono da gruppi islamici all’interno della popolosa comunità musulmana, circa 5 milioni di fedeli. Va registrato che anche i musulmani, a loro volta, sono stati oggetto di discriminazione religiosa, come affermato dalla Commissione nazionale sui diritti umani del Governo francese (Cncdh). Cristiani e musulmani non hanno mancato di esprimere la loro solidarietà alla comunità ebraica manifestando in più occasioni il loro dissenso. Grecia. Anche la piccola comunità ebraica greca, circa 5 mila persone, è stata soggetta a casi di antisemitismo alimentati da una serie di editoriali, libri, lettere e articoli in diverse testate (tra queste Stochos, Neoi Anthropoi, Hora) di diverso orientamento politico. Alcuni di questi equiparando l’esercito israeliano a quello nazista. Molti degli attacchi hanno riguardato la profanazione di tombe, graffiti neonazisti in numerosi cimiteri a Drama, Patrasso, Tessalonica, Chalkis. Abbattuto anche un monumento dedicato all’olocausto nell’isola di Rodi. Eretto il 23 giugno 2002 il 2 luglio era già stato virtualmente devastato. Permane un certo atteggiamento della chiesa greco-ortodossa che non ha assolto gli ebrei per la morte di Cristo. Durante la Settimana Santa gli ebrei vengono indicati come ‘theoktoni’ (deicidi). Italia. I 30 mila ebrei italiani hanno spesso denunciato atteggiamenti antisemiti da formazioni di estrema destra (tra queste, Comunità politica d’avanguardia, che nega l’olocausto, Forza nuova, che si definisce antisionista e non antisemita, vicina a movimenti fondamentalisti cattolici) e no-global. Nelle formazioni di sinistra la polemica anti-israeliana è collegata alla propaganda antiamericana. Tuttavia, nonostante qualche grave atto, il livello di violenza fisica resta basso. Al contrario è in aumento il fenomeno delle scritte antisemite. Casi di antisemitismo anche da parte dell’Islam radicale. Viene citato il libro ‘Sognando Palestina’ (2002) di Rhanda Ghazy, quindicenne ragazza italiana ma di origine egiziana, un testo caratterizzato da “un approccio antisemita e antisionista” del conflitto arabo-israeliano. Diversi i siti internet con testi antisemiti. Olanda. Gli ebrei olandesi sono 30 mila. A differenza dell’Italia in Olanda sono in aumento le aggressioni fisiche a sfondo antisemita. Particolarmente attive sono formazioni di estrema destra ultranazionaliste i cui membri si dichiarano espressamente razzisti e antidemocratici. Nel 2002 si sono registrate ben 33 aggressioni fisiche a danni di ebrei, 68 i casi di minacce verbali ed insulti. Non sono mancati incidenti legati alla propaganda islamica a sostegno della causa palestinese. Polonia. La comunità ebraica polacca è composta da circa 10 mila persone. Nel panorama politico polacco sono presenti gruppi di extraparlamentari che promuovono attivamente l’antisemitismo (Narodowe Odrodzenie Polski, Polska Wspolnota Narodowa). Nel maggio del 2002 a Wroclaw si è registrato un attentato alla sinagoga e 80 profanazioni di tombe. Altre 17 distruzioni sono avvenute nel cimitero di Starachowice con scritte ‘Jude raus’. Nel marzo del 2003 il Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale della Nazioni Unite (Cerd) ha ricordato al Governo polacco l’obbligo di vietare qualsiasi manifestazione che inciti alla discriminazione razziale”. Slovacchia. I principali problemi alla comunità ebraica slovacca (circa 3000 persone) tra il 2002 e 2003 sono arrivati da elementi neo-fascisti e formazioni come Slovak People’s Party che diffonde messaggi xenofobi e Slovenska Pospolitost formata da skinheads. In questo periodo sono state divelte 50 lapidi nel cimitero di Levice, altre profanazioni sono avvenute a Zvolen e Kosice. In alcuni casi le devastazioni sono coincise con la data del compleanno di Hitler, il 20 aprile. La risposta della società civile è stata positiva: l’impegno del Governo è stato garantito dallo stesso presidente Rudolf Schuster. Diverse commemorazioni dell’olocausto hanno avuto luogo nel Paese. Svizzera. Gli sviluppi della crisi mediorientale hanno contribuito a deteriorare il clima verso Israele anche in Svizzera dove vivono circa 18 mila ebrei. A fronte di pochi ‘incidenti’ di stampo antisemita si è registrata una crescita delle manifestazioni pro-Palestina con distribuzione di materiali inneggianti al boicottaggio di prodotti israeliani e slogan antisemiti. Aggressioni verbali sono state segnalate a Losanna, Zurigo, svastiche e scritte naziste sono state rinvenute nel mese di febbraio 2002 nella sinagoga Beit-Ya’akov di Ginevra. Attivisti appartenenti alla sinistra e a formazioni no-global hanno diffuso via internet testi a sfondo razzista e antisemita. Regno Unito. Sono stati 350 le aggressioni antisemite che hanno coinvolto, solo nel 2002, la comunità ebraica formata da circa 300 mila persone. Non sono mancate le profanazioni a cimiteri ebraici, ben 7. In aprile del 2002 la sinagoga di Finsbury Park è stata oggetto di vandalismi Anche in questo caso hanno influito gli sviluppi in Medio Oriente oltre che una letteratura antisemita promossa in particolare dall’estrema destra. Propaganda antisemita anche da parte islamica soprattutto in occasione di manifestazioni a sostegno dei palestinesi. Fatti che hanno provocato dibattiti sui giornali (Sunday Times, The Times, The Economist, The Independent) nel corso del 2002. La maggioranza dei giornali ha pubblicato editoriali e commenti contro l’antisemitismo.