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Riflessioni e commenti nell’ultimo numero di Europeinfos” “” “
“La dignità fondamentale della persona umana, la ricerca della pace, il rispetto della diversità, la possibilità di riconciliazione, la solidarietà fra le nazioni e il bene comune” sono “i valori radicati nella cultura e nella storia dei diversi popoli europei” che dovranno costituire il fondamento “dell’Unione allargata a venticinque membri”. Quando riprenderà i lavori sul Trattato costituzionale, la Conferenza intergovernativa (Cig) “dovrà vigilare affinché le deliberazioni assunte siano solidamente ancorate a questi valori, sulla base dei quali poggia il progetto europeo”. È quanto si legge nell’editoriale del numero di gennaio 2004 di “Europe infos”, mensile della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) e dell’Ufficio cattolico d’informazione e d’iniziativa per l’Europa (Ocipe). l’adesione dei dieci nuovi Stati membri il 1° maggio rende il 2004 un anno straordinario per l’Unione”, osservano nell’editoriale Noël Treanor (segretario generale Comece e direttore del mensile) e Jan Kerkhofs (caporedattore). Ad essa vanno ad aggiungersi le elezioni europee di giugno, “la nomina di una nuova Commissione europea e gli scrutini nazionali” che condurranno “inevitabilmente ad una fase di incertezza che farà slittare il rilancio della Cig” probabilmente fino al 2005. Un ritardo che, da un lato, potrebbe consentire “una migliore comprensione da parte dei cittadini dell’Unione delle poste in gioco”, dall’altro potrebbe “svalutare quanto finora realizzato dalla Convenzione europea”. Disaccordo sulle cellule staminali. Un tema affrontato dal primo numero 2004 di “Europe infos” è il dibattito sul finanziamento Ue alla ricerca che preveda l’utilizzo di embrioni umani e cellule staminali embrionali. “La libertà di ricerca è un bene prezioso”, ma “va gestita in modo responsabile” annota Katharina Schauer ripercorrendo l’iter della proposta. Il 19 novembre 2003 il Parlamento europeo si era espresso a favore del finanziamento a tutti i progetti in materia, rimuovendo la condizione precedentemente fissata dalla Commissione che ammetteva soltanto l’utilizzo di embrioni creati dopo il 27 giugno 2002. In sede di Consiglio dei ministri, il 3 dicembre, non è stato trovato alcun accordo, e la questione rimane aperta. “Perché alcuni Stati membri vogliono beneficiare di questi finanziamenti comunitari, e altri vi si oppongono accanitamente?” si interroga la giornalista. “Gli uni affermano di volere guarire alcune malattie; gli altri vogliono impedire un’oggettivazione della vita umana. Queste argomentazioni non fanno dimenticare che sono egualmente in gioco enormi interessi economici “. Più lavoro in Europa. Secondo gli obiettivi della strategia di Lisbona “il tasso d’occupazione nel 2005 sarebbe dovuto arrivare al 67% della popolazione attiva per raggiungere nel 2010 il 70%”; risultati dai quali “l’Unione appare assai lontana” osserva Stefan Lunte. Solo “Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, che hanno osato mettere mano ad una riforma del mercato del lavoro, sono arrivati ad un 70% di occupazione”, ma la questione più grave riguarda “l’invecchiamento demografico: la percentuale di ultra sessantacinquenni, rispetto alle persone comprese tra 15 e 64 anni, attualmente è del 23%; nel 2030 sarà vicina al 40%”. Per Lunte, le raccomandazioni formulate dalla “Taskforce” per l’impiego presieduta dall’ex primo ministro olandese Wim Kok (capacità di adattamento dei lavoratori e delle imprese alle nuove sfide, maggiore qualificazione professionale, partenariati tra governi) non saranno sufficienti se ad esse non andrà ad aggiungersi “il sostegno alle famiglie, il giusto riconoscimento a genitori e nonni dell’attività di cura ed educazione dei bambini, e la promozione di una società accogliente nei loro confronti; sfide prioritarie per l’Europa del futuro” delle quali “gli obiettivi della strategia di Lisbona non tengono adeguatamente conto”. Lotta alla frode. “Le gravi irregolarità commesse in passato nella gestione dell’agenzia statistica Eurostat” e le “disfunzioni nel sistema delle comunicazioni tra l’Ufficio europeo di lotta alla frode (Olaf) e la Commissione europea, hanno spinto quest’ultima a presentare nei mesi scorsi un nuovo piano d’azione” scrive Joseph Raber. Per confutare la reputazione di corruzione e cattiva gestione finanziaria delle istituzioni “è urgente rivedere il codice di comportamento della Commissione in materia di contabilità afferma Raber istituire un nuovo dispositivo per raccogliere e incrociare tutte le informazioni relative a frodi e irregolarità e, infine, rafforzare i circuiti informativi tra i servizi centrali e quelli operativi”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1270 N.ro relativo : 10 Data pubblicazione : 11/02/2004