Con lo scopo di “migliorare ulteriormente le condizioni per una consegna efficace dell’assistenza comunitaria ai Paesi Acp (Africa, Caraibi, Pacifico)”, la Commissione ha adottato il 4 febbraio una serie di proposte nel quadro dell’Accordo di partenariato Ue-Acp siglato a Cotonou nel 2000 e valido fino al 2020. In attesa di una revisione più approfondita dell’Accordo anche per tenere conto delle nuove esigenze politiche e umanitarie sul piano internazionale (lotta al terrorismo, non proliferazione delle armi di distruzione di massa, sostegno alla Corte Penale Internazionale), le proposte dell’Esecutivo si iscrivono nella necessità di dare maggiore incisività ai 13,5 miliardi di euro destinati dal Fondo europeo di sviluppo per la cooperazione con gli Acp. Le decisioni di Bruxelles si basano su tre linee-guida: “aumentare la flessibilità delle risorse per adattarsi in maniera più adeguata alle nuove esigenze e per permettere una migliore capacità di risposta alle iniziative internazionali ed ai conflitti; ridefinire e decentralizzare la gestione dei fondi per l’aiuto allo sviluppo nei Paesi Acp per rafforzare la proprietà locale; promuovere un’integrazione regionale più ampia tra Paesi Acp e Paesi non-Acp facilitando la cooperazione tra le Organizzazioni Internazionali ed estendendo la portata degli aiuti anche ai Paesi in via di sviluppo non-Acp”.