" "CARITAS EUROPA" "
Regimi fiscali favorevoli alla famiglia, programmi governativi per ridurre la disoccupazione di lungo periodo e aiutare i giovani a trovare la prima occupazione, politiche nazionali di sostegno alle famiglie in ambito sanitario ed educativo, con particolare attenzione al fenomeno delle “madri sole”. Sono queste le richieste formulate da Caritas Europa, un network che riunisce 48 organizzazioni presenti in 44 Paesi europei, nel secondo Rapporto sulla povertà in Europa quest’anno dedicato al tema della famiglia (cfr Sir 11/2004). Il volume è stato presentato il 16 febbraio a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo, alla presenza di rappresentanti di numerose istituzioni europee e organismi ecclesiali. In contemporanea è stata allestita nella hall del Parlamento europeo una mostra fotografica che documenta “il volto della povertà in Europa” attraverso scene di vita raccolte in 8 Paesi europei. E’ stata posta “in un luogo simbolico”, spiega Denis Viénot, presidente di Caritas Europa, “a voler significare l’accesso dei più poveri alla democrazia”. Foto che raccontano storie come quella della famiglia slovacca che vive in una casa senza acqua, gas ed elettricità. O come quella di Svetlana, 43 anni, russa, malata di sclerosi multipla, che non potrebbe vivere senza l’aiuto della madre. Le famiglie numerose, le famiglie dei rifugiati e le madri sole vivono oggi le situazioni di maggiore difficoltà. Per queste ultime Caritas Europa propone di indire un Anno europeo per i genitori soli, in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema. Mentre la Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, sta elaborando in questi giorni una strategia sulla famiglia che verrà presentata alle istituzioni europee nel mese di marzo, con proposte concrete su temi quali la povertà, la coesione sociale, tempi di lavoro e tempi per la famiglia, gli anziani. Ecco cosa è emerso durante la conferenza stampa di presentazione del Rapporto. Il 12,5% dei bambini europei sono poveri. “La povertà esiste anche nei nostri Paesi sviluppati”: è stato ribadito più volte durante la conferenza stampa, ricordando che il Rapporto elenca cifre spesso poco conosciute. Ad esempio il tasso dei bambini che vivono in situazione di povertà nell’Unione europea è del 12,5%, in Gran Bretagna addirittura del 32%. “Un fatto allarmante”, commenta il presidente di Caritas Europa, che tra le emergenze segnala anche il fenomeno in crescita dei ragazzi di strada nei Paesi dell’Est. C’è infatti una grande eterogeneità tra i Paesi, dalla Norvegia che è al primo posto nel mondo in quanto a sviluppo umano (seguita da Islanda e Svezia) all’Albania che è al 95° posto, insieme alla Turchia (96°) e alla Moldavia (108°). La povertà delle famiglie è per” diffusa ovunque, in Paesi ricchi e poveri, e “a parte la Francia e la Germania – precisa Hubert Cornudet, responsabile delle politiche sociali di Caritas Europa -, c’è una generale carenza di politiche familiari e una assoluta assenza di studi incentrati sulla famiglia e sulle politiche familiari”. Il Rapporto segnala anche lo stretto legame tra disoccupazione e povertà, essendo questa “la causa primaria di povertà in Europa”. A metà degli anni ’90, infatti, il 51,5% delle persone disoccupate in Francia, il 64,7% nel Regno Unito, il 72,4% in Italia e il 51,5% in Polonia vivevano al di sotto della soglia della povertà. Meno tasse per le famiglie. Un modo per aiutare le famiglie povere è allora quello di intervenire sul sistema fiscale, suggerisce Caritas Europa, anche favorendo politiche alloggiative, visto che le spese per l’affitto o il mutuo di una casa incidono in maniera pesante sui bilanci familiari. In ambito sanitario, inoltre, Viénot denuncia l’eccessiva “privatizzazione” delle cure, mentre si sta facendo strada “un crescente squilibrio tra i tassi di mortalità degli uomini in età lavorativa delle classi povere, tre volte più alto di quello dei benestanti”. Anche gli anziani – evidenzia il Rapporto – vivono spesso da soli sostenuti da reti familiari informali e con “insufficiente assistenza pubblica”. In campo educativo Caritas Europa sollecita politiche di supporto alle spese scolastiche delle famiglie povere e investimenti mirati sulla formazione qualificata. Riguardo agli immigrati e ai rifugiati Viénot si è congratulato con il Parlamento europeo per aver avuto “il coraggio di assumere degli strumenti giuridici contro la recente direttiva europea sui ricongiungimenti familiari”, che presenta norme particolarmente restrittive. E all’Unione europea raccomanda di rinnovare l’impegno rispetto agli obiettivi della strategia di Lisbona e di “sostenere i Piani di azione nazionali”. “In tempi difficili – conclude il Rapporto – la famiglia può essere un luogo per escludere o per proteggere le persone più vulnerabili della nostra società. E’ per questo che le politiche devono essere indirizzate alla situazione delle famiglie, assistendole con adeguate risorse ed efficienti mezzi di sostegno”.