Si è aperta il 9 Febbraio scorso a Kuala Lumpur, in Malesia, la settima Conferenza mondiale sulla diversità biologica, che annovera 188 partecipanti tra Stati, Organismi internazionali e Organizzazioni non governative del settore firmatari della Convenzione internazionale sulla biodiversità. Al centro dei lavori, che si chiuderanno oggi 20 febbraio, l’adozione delle misure necessarie e ormai irrinunciabili per porre freno alla cosiddetta “perdita di biodiversità” a livello mondiale, ovvero la diminuzione – in alcuni casi estinzione – delle specie di flora e fauna caratteristiche delle varie regioni della Terra. L’obiettivo primario, sul quale esiste già un accordo di massima tra i partecipanti, consiste nel siglare un accordo internazionale per la definizione entro il 2010 di una “rete mondiale di rifugi sicuri e di zone protette”. Considerato che la disparizione degli ecosistemi – dai più grandi come quello dell’Amazzonia ai più piccoli sia marini sia montani – hanno e avranno influenza negativa soprattutto sulle popolazioni più povere la cui vita e sopravvivenza sono profondamente dipendenti dalla preservazione della natura e degli habitat, la Comunità internazionale è chiamata a prestare particolare attenzione al legame esistente tra la conservazione della biodiversità e la lotta alla povertà e alla fame nel mondo.