Quotidiani e periodici” “

Nel giorno del “vertice a tre”, in programma a Berlino tra Tony Blair, Jacques Chirac e Gerard Schroeder, i principali quotidiani internazionali si interrogano sulla “portata” dell’incontro sui nuovi assetti europei, alla vigilia dell’allargamento. “L’Europa e l’asse Berlino-Londra-Parigi”, titola in prima pagina Le Monde (18/2), che fa notare come “ufficialmente, il presidente francese e i capi del governo tedesco e britannico si ritrovano per lavorare sul programma economico del Consiglio europeo della primavera prossima. Ma devono anche discutere dell”impasse’ istituzionale in cui si trova l’Europa nel momento del suo allargamento. Esasperati dalla riunione di Berlino, sei altri Paesi dell’Unione – guidati dalla Spagna e dall’Italia – hanno indirizzato una lettera all’Irlanda, che assicura la presidenza dell’Ue: essi danno una discreta lezione di comportamento comunitario ai loro ‘grandi’ partner del vertice di Berlino”. Per l’ Herald Tribune (18/2), i “timori” di una sorta di triumvirato di Francia, Gran Bretagna e Germania sono “comprensibili, specialmente con l’inizio dell’espansione dell’Unione europea”, e in qualche modo anche giustificati dal dibattito “sulle riforme sociali ed economiche” in atto nel Continente, che costituisce uno degli argomento dell’agenda di Berlino. “Chirac, Blair e Schröder non vogliono dominare l’Europa ma uscire dallo stagnamento”. Lo afferma Ramiro Villapadierna sull’ ABC (19/2) a proposito del vertice di Berlino . “Non vogliono dominare l’Europa ma richiedono alla Commissione un vicepresidente economico”. Sulle stesse pagina si legge che “ la proposta tripartita di Francia, Gran Bretagna e Germania è mirata alla crescita e all’impiego”. “Una strategia europea di pace” è l’articolo di Raul Romeva, esperto in relazioni internazionali che su El Periódico (19/2) definisce l’Europa come “un’unione che ha smesso di essere un nano politico nei conflitti internazionali”. Romeva sottolinea che “questo non significa che debba attuare militarmente, anzi, le autentiche minacce del pianeta non si risolvono con le armi”. A riflettere sulla validità e attualità del “nuovo” Concordato, a vent’anni degli accordi di modifica dei Patti Lateranensi tra Chiesa e Stato italiano, è invece Giuseppe Dalla Torre ( Avvenire, 15/2), che sostiene che quello del “nuovo” Concordato “è un modello di laicità che tra le sue radici culturali ha anche la dottrina sociale, con le sue tesi sull’indipendenza e l’autonomia reciproche tra Chiesa e comunità politica”. Molte, anche in Germania, le reazioni della stampa sulle notizie arrivate dalla Corea del sud in merito alla clonazione. “ Per ora, gli esperimenti sudcoreani non hanno guarito nessuno, ma hanno regalato al mondo embrioni clonati – e alla setta dei raeliani le istruzioni su come produrli. In questi ambienti di ciarlatani, le nuove informazioni vengono lette avidamente. Di giovani fanatiche, disposte ad ospitare i bambini clonati, ve ne sono evidentemente a sufficienza. Quest’orrore avrà probabilmente fine quando nascerà il primo bambino clonato affetto da deformazioni. L’ipotesi è terribile” si legge sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz – 13/2). Sullo stesso quotidiano, Christian Schwägerl così commenta (16/2): “ Rimane aperto… come la società gestirebbe le possibilità di impiegare la clonazione per scopi considerati come positivi, per esempio per eliminare fattori patologici molecolari o addirittura per migliorare determinate prestazioni. Si è ancora molto lontani dalle possibilità concrete – lo assicurano tutti gli scienziati – ma quanto rapidamente sia possibile superare ostacoli teoricamente validi, lo ha mostrato la notizia dalla Corea del sud“. Su Die Welt (17/2), Matthias Kamann scrive: “ è possibile confutare tutte le obiezioni contro la clonazione a scopo terapeutico che scaturiscono da scenari di pericolo. Ma non si può confutare l’obiezione che ogni ovulo fecondato sia una persona, nei cui confronti non è consentito eseguire esperimenti. Chi è di questo parere deve chiarire due cose. Primo: come può conciliare questo parere con l’accettazione di ‘spirale’ e di ‘pillola del giorno dopo’. Secondo: come arriva a questa conclusione. Ciò viene esposto in modo concludente solo dalla Chiesa cattolica. Già la Chiesa evangelica ha problemi di argomentazione, di cui si libera troppo spesso rifugiandosi in vaghi timori. Ancora più grandi sono le difficoltà di un’argomentazione non cristiana. Ma una legge per la tutela dell’embrione che voglia rifiutare la clonazione terapeutica indipendentemente da situazioni psicologiche, deve basarsi su argomenti solidi. Se le mancano, bisognerebbe modificarla“. Il settimanale Der Spiegel (16/2) così fotografa la situazione: “ Il successo della clonazione degli scienziati sudcoreani rivela che l’Asia sta diventando una superpotenza biotecnologica. Dopo la svolta nella clonazione a scopo terapeutico, gli scienziati tedeschi temono di farsi sfuggire l’occasione. Si comincia a chiedere a gran voce di mitigare la legge sulle cellule staminali“. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1273 N.ro relativo : 13 Data pubblicazione : 20/02/2004