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Sette settimane senza…” “

Molte e diverse le iniziative quaresimali nei Paesi europei” “” “

Nell’approssimarsi della Quaresima si moltiplicano le iniziative nei vari Paesi europei, in linea con l’appello di Giovanni Paolo II nel suo messaggio per la Quaresima che, dedicando una particolare attenzione ai bambini e alla loro condizione, ricorda che “Gesù affianca” loro “i ‘fratelli più piccoli’, cioè i miseri, i bisognosi, gli affamati e assetati, i forestieri, i nudi, i malati, i carcerati”. Digiuno, rinuncia e preghiera sono i denominatori comuni delle azioni, alcune anche curiose, promosse in molte diocesi attraverso seminari di approfondimento, esercizi spirituali, momenti di condivisione e di riflessione. Non mancano eventi ecumenici. Germania “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: questo lo slogan scelto da Misereor, organizzazione assistenziale che promuove l’auto-aiuto in Africa, Asia, America Latina e Oceania, che intende così sottolineare il diritto fondamentale all’alimentazione. Ogni anno, Misereor promuove un’azione di digiuno che verrà inaugurata quest’anno nell’arcivescovado di Bamberg in Baviera. L’avvio della campagna è fissato per il fine-settimana dal 27 al 29 febbraio. “Con l’azione del digiuno, Misereor porta le aspirazioni dei poveri nelle parrocchie cattoliche e agli occhi dell’opinione pubblica”, si legge nel comunicato di presentazione dell’iniziativa. “Ecco l’opportunità del digiuno: acquisire nuove prospettive sulla propria via, aprire il proprio cuore alle necessità di altre persone e risvegliare la propria disponibilità alla solidarietà”. A Misereor è tradizionalmente destinato il ricavato delle offerte raccolte nelle diocesi tedesche nella domenica antecedente la Pasqua. Gli evangelici tedeschi inaugurano il 25 febbraio, mercoledì delle Ceneri, l’azione “Sette settimane senza” sul digiuno e la passione, nata 21 anni fa da un’idea di un gruppo di giornalisti e teologi protestanti. Per quest’anno si prevede la partecipazione di oltre due milioni di persone, che rinunceranno a qualcosa con l’obiettivo di un'”organizzazione consapevole del periodo della Passione”. “Preghiera e digiuno per 40 giorni” è invece il nome di un’azione che coinvolge 40 organizzazioni cristiane appartenenti alla Chiesa cattolica, alla Chiesa evangelica e ad altre Chiese libere protestanti, che formano una “grande coalizione della preghiera”. “L’azione” si legge nella presentazione “intende rafforzare la preghiera comune in Germania e per la Germania”. “Ogni giorno, uniti a molti Cristiani del Paese, vogliamo pregare insieme per un determinato aspetto della società e – se possibile – sottolineare la preghiera mediante un esercizio specifico della rinuncia e del digiuno”, spiegano gli organizzatori. “Sono state elaborate 40 intenzioni di preghiera per ogni settimana, riunite per gruppi di argomento, in modo da rendere possibile una preghiera collettiva settimanale, accanto a quella individuale di tutti i giorni”. “Prendete le intenzioni di preghiera come stimolo per le vostre orazioni e pregate non solo per le intenzioni a livello nazionale, ma anche per le situazioni concrete sociali del vostro ambiente, della vostra città o del vostro Land”, si esorta. L’azione verrà inaugurata il 2 marzo a Francoforte con una funzione comune, cui parteciperà tra gli altri P. Hans Weyer, direttore responsabile dell’apostolato della preghiera in Germania, una delle organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa. I primi 50.000 opuscoli che contengono gli spunti di preghiera – su temi che spaziano dalla disoccupazione alla sanità, dalla politica all’istruzione e alla ricerca scientifica – sono già stati esauriti. Si avvalgono infine delle tecnologie più vicine ai giovani iniziative quali quella promossa dall’episcopato di Essen, che a partire dal 25 febbraio invierà ogni giorno messaggi SMS sui cellulari sui temi affrontati dal Vangelo della domenica. Austria Forte di un grande successo – 2,4 milioni di Euro raccolti nell’edizione precedente – l’azione “Giornata di digiuno delle famiglie”, promossa dal Movimento femminile cattolico, verrà inaugurata il 25 febbraio in Tirolo e nel Voralberg. “Condividere moltiplica” è lo slogan dell’iniziativa per la lotta alla fame, giunta al suo 40mo anno di vita, e dedicata in particolare a progetti finalizzati a consentire alle donne “sussistenza, istruzione, lavoro, fonti di guadagno, indipendenza e dignità umana”. La giornata di digiuno delle famiglie viene celebrata tradizionalmente il secondo venerdì di Quaresima e le offerte della domenica successiva sono destinate a finanziare i progetti promossi dall’azione, anche se si sta sempre più diffondendo l’uso di versare direttamente all’organizzazione il denaro raccolto con le rinunce dell’intero periodo quaresimale. Per quanto riguarda le iniziative rivolte ai giovani, la Caritas Austria e l’organizzazione dei giovani cattolici della Steiermark hanno preparato diverse azioni. Tra queste, l’iniziativa “Why not” affronta in particolare la povertà, l’essere straniero in Austria, le situazioni di emergenza e gli aiuti a Paesi esteri. Albania “Vorremmo che la Quaresima divenisse un’occasione di crescita della dimensione comunitaria e anche di presa di coscienza sulla realtà sociale”: questo il pensiero di don Raffaele Gagliardi, parroco nelle due parrocchie di Guri Izi (“Sacro Cuore”) e di Rrenc (SS. Simone e Giuda), nella diocesi di Scutari, in Albania, circa il periodo di preparazione alla Pasqua. “Durante le settimane di Quaresima terremo delle Via Crucis nei diversi villaggi delle parrocchie. Passeremo casa per casa, con i simboli cristiani, i canti, le preghiere. L’esperienza dello scorso anno ha mostrato che soprattutto i giovani apprezzano questo contatto singolare. E’ un modo per aprire gli occhi sulle grandi povertà tuttora presenti nel nostro Paese”. Tra le “povertà” riscontrate durante le Via Crucis dello scorso anno, don Gagliardi ricorda il toccante incontro con due ragazzi handicappati di religione musulmana, che sono rimasti commossi per l’attenzione loro prestata e per il gesto di lasciare un segno della presenza di tanti giovani durante la Quaresima. Col poco che abbiamo, lo scorso anno siamo riusciti a offrire aiuto a molte famiglie offrendo farina e altri generi di prima necessità”. Italia In preparazione alla Quaresima e alla Pasqua le comunità cattoliche di rito bizantino dell’Eparchia di Lungro, in Calabria, due settimane prima dell’inizio della “Grande e Santa Quaresima” di Pasqua celebrano una settimana dedicata alla commemorazione dei defunti che si conclude il sabato ad undici giorni dalle Ceneri, ossia il sabato delle anime del Purgatorio. Nelle case vengono accesi lumini e lampade alimentate con olio di oliva. Il 14 febbraio in ogni centro dell’Eparchia, dopo aver celebrato in chiesa la Liturgia, si è snodata una processione verso i cimiteri intonando canti in albanese ed in greco. È seguita una celebrazione di suffragio (Trisaghion) e quindi la benedizione dei sepolcri. È anche tradizione, durante la settimana dei defunti la celebrazione della Messa in suffragio dell’anima di un defunto, recentemente scomparso, celebrare la cerimonia della benedizione dei “collivi” o “panaghia” utilizzando il grano bollito – simbolo del corpo umano destinato a risorgere a nuova vita. In alcuni centri il grano veniva bollito il giovedì della settimana dedicata ai defunti e veniva poi distribuito ai poveri e alle persone più bisognose. Portogallo Aiutare i mezzi di comunicazione sociale e contribuire a costruire nuove chiese nei Paesi africani di lingua portoghese. Con queste finalità la diocesi di Aveiro, Portogallo, ha indetto per la Quaresima 2004 una raccolta di fondi, frutto delle rinunce dei fedeli. Una parte della colletta, secondo le intenzioni della diocesi, verrà destinata a finanziare dei nuovi media, “fondamentali ed importanti nell’azione pastorale e nella formazione dei cristiani, specie quelli dispersi in terre lontane”. Un’altra parte della raccolta, servirà, invece, a finanziare la costruzione e la ristrutturazione di chiese nelle parrocchie più povere e carenti dei Paesi africani. “L’esplosione demografica di questi Paesi e l’aumento della popolazione rende le chiese insufficienti. Altre, poste in piccoli villaggi sono vecchie e cadenti e necessitano di riparazioni. Spagna Perdonare non è un atto innato: si impara. Così la pensa il Centro Paolo VI per il Dialogo e la Riconciliazione, che ha istituito a Salamanca un laboratorio per “Imparare a perdonare” che si svolge nella settimana antecedente l’inizio della Quaresima, per tradizione tempo di “perdono e di riconciliazione”. Più che grandi teorie i partecipanti impareranno tecniche di risoluzione dei conflitti in chiave cristiana. Il programma insegna a “capire il senso del mistero del perdono” con “esercizi da praticare a casa e una messa in comune con gli altri partecipanti dei risultati”. L’idea è che nascano altri gruppi che applichino questa metodologia del perdono. Il Centro Paolo VI nacque tre anni fa per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della riconciliazione e del dialogo fede-cultura. Il corso ha luogo nell’Ateneo di Salamanca, un’istituzione privata creata nel 1875 per promuovere la cultura e la spiritualità.