Il 12 febbraio, una delegazione ecumenica ha consegnato alle massime autorità della Confederazione svizzera la “Bibbia manoscritta”, un’opera in sei volumi e 3.500 pagine, tutta scritta a mano alla cui realizzazione hanno partecipato nel 2003 oltre 2 mila persone. L’iniziativa era stata lanciata dalla Chiese cristiane in occasione dell’anno della Bibbia. Un progetto che ha raccolto l’adesione di molte persone che vi hanno partecipato con la propria scrittura e la propria lingua: francese, tedesca, italiana ed altri 10 idiomi. Chi ha partecipato al progetto “si è sorpreso scrivono gli organizzatori nel presentare la Bibbia – nel vedere nascere un rapporto tutto nuovo con un testo che è passato direttamente dalle mani al cuore. In queste ultime settimane i volumi hanno circolato un po’ dappertutto in Svizzera”, dalla segreteria del Consiglio ecumenico delle Chiese a Ginevra alle sale di parrocchia e comunità”. Perché trascrivere la Bibbia? “Perché risponde il pastore Urs Joerg, segretario generale della Società biblica svizzera parlando ai politici – la bibbia non è un libro di storia… Parla di guerra e di pace, di rapporto con la natura, di storie d’amore, di omicidi e di diritti dei più deboli nella società, di responsabilità e di regole… La bibbia parla dunque di temi sui quali, sia al Parlamento sia al Consiglio federale, vi confrontate ogni giorno. Parla del desiderio di poter vivere in un mondo più umano”.