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“Ripensare la fede in termini culturalmente più efficaci per il tempo di oggi”. Questa è, secondo mons. GIUSEPPE BETORI, segretario generale della Cei, una delle motivazioni alla base del prossimo convegno della Chiesa italiana in programma a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006, presentato nella città scaligera il 21 febbraio. I PERCHÉ DELLA SCELTA. È stato il vescovo di Verona FLAVIO ROBERTO CARRARO a raccontare la nascita della candidatura di Verona. “Il Consiglio episcopale permanente (di cui lo stesso Carraro è membro, ndr) due anni fa era alla ricerca di una città del Nord a dimensione umana che potesse dare ospitalità al convegno. Avanzai timidamente la candidatura di Verona, ritenendola dotata di tutti i requisiti richiesti”.
Da qui la decisione della Cei di scegliere Verona come sede del prossimo convegno ecclesiale nazionale. Lo stesso mons. Giuseppe Betori ha ribadito: “La scelta di Verona deriva dal riconoscimento della vitalità globale della Chiesa e di una città che esprime un vivace e significativo cattolicesimo, oltre a essere aperta, ospitale e dotata di adeguate strutture”.
“Si dice: dopo Roma, dopo Loreto, dopo Palermo, ricordando i tre precedenti convegni nazionali ha affermato Betori. Dalla fine del 2006 diremo: dopo Verona”. Si auspica anche la presenza del Papa al convegno. LA SCELTA DEL TEMA. “A Verona ha dichiarato mons. Betori dovremmo attestarci intorno alle 2500 persone”. Quindi, illustrando il tema “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”, il segretario generale della Cei ha ricordato quanto sia fondamentale nell’attuale contesto “la testimonianza dei cristiani laici”.
Secondo il segretario generale della Cei si tratta “di ripensare la fede in termini culturalmente più efficaci per il tempo di oggi. La crisi che attraversa la comunità cristiana oggi in Italia non è frutto di una minore identificazione con la fede. Le indagini sociologiche confermano che oltre l’80% degli italiani si dicono cattolici.
In crisi è piuttosto la capacità della fede di essere rilevante per la vita di queste stesse persone e della società. Questo avviene perché credo che la fede abbia perso la sua capacità di entrare in dialogo e di rispondere alle sfide culturali odierne”.
Anche a Verona non mancheranno l’apertura ecumenica, il dialogo interreligioso e momenti di contatto con le realtà cittadine, quali a esempio l’università, il mondo della cultura e dello spettacolo, il mondo del disagio e delle nuove povertà, l’industria e la finanza.
La celebrazione d’apertura, con ogni probabilità, si svolgerà nell’Arena di Verona, e l’eventuale incontro con il Pontefice allo stadio Bentegodi. Il principale spazio per lo svolgimento dei lavori sarà la fiera.
All’appuntamento le singole realtà ecclesiali giungeranno attraverso un cammino di preparazione. A Roma vi furono 1.300 delegati, a Loreto più di 1.500, a Palermo oltre 2.000.
(25 febbraio 2004)