“Opposizione decisa” da parte della Chiesa contro un’eventuale legalizzazione dell’eutanasia, discussa in questo periodo a livello di Consiglio d’Europa. È quanto ha annunciato il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca il 22 febbraio a Tainach/Tinje in Carinzia parlando della prossima Giornata dei cattolici mitteleuropei (Mekt) del 22 maggio. Schönborn ha evidenziato il ruolo del cristianesimo in Europa e la “particolare responsabilità” dell’Austria nel “sostenere l’integrazione europea”. “I cristiani ha proseguito il cardinale debbono impegnarsi affinché l’Europa divenga la patria di molti popoli senza che essi perdano per questo la loro identità”. Il presidente della Conferenza episcopale austriaca ha deplorato il fatto che “c’è ancora molto da fare” a proposito di una “società dei valori comuni”, menzionando a titolo esemplificativo “la diminuzione delle nascite, il dibattito sull’eutanasia e gli sviluppi nel campo della genetica”. Sottolineata anche “la mancanza di una politica estera comune” che origina “la dolorosa esperienza dell’impotenza e dell’inefficienza”: davanti a questo problema, ha concluso, l’Europa deve interrogarsi sull'”immagine di disunione” che dà al resto del mondo.