fede e cultura" "

Le due virtù ” “” “

Padre Radcliffe ai superiori e alle superiore delle famiglie religiose europee” “” “

Libertà, tolleranza e rispetto dei diritti umani: sono questi i valori centrali nella costruzione dell’Europa moderna dove “la religione non sta scomparendo, ma sta piuttosto assumendo nuove forme”. Ad affermarlo padre TIMOTHY RADCLIFFE , già maestro generale dell’Ordine dei Predicatori, che nei giorni scorsi a Lubiana (Slovenia) ha inaugurato i lavori dell’Assemblea generale dell’Ucesm (Unione delle conferenze europee dei superiori e delle superiore maggiori), cui hanno partecipato 67 delegati di 39 conferenze provenienti da 24 Paesi, con una riflessione sul ruolo dei religiosi nella “formazione di un sistema di valori per l’Europa multiculturale”. Durante l’Assemblea, padre August Hulsmann, della Congregazione del Sacro Cuore di Gesù e presidente della Conferenza dei superiori tedeschi, è stato eletto nuovo presidente Ucesm. LE VIRTù DEL PELLEGRINO. Secondo padre Radcliffe, il contributo che i consacrati possono offrire al riguardo, con particolare attenzione ai giovani, passa per “le virtù del pellegrino”, di chi, cioè, “si pone in ricerca”. “Se noi religiosi vogliamo oggi rimanere in contatto con i giovani, dobbiamo divenire pellegrini, pronti a metterci in cammino con loro”. Le “dottrine sono da essi considerate oppressive e invadenti, afferma il domenicano. Il nostro compito, allora, non è ‘insegnare’ Dio, quanto piuttosto far fare l’esperienza di Dio aprendo le menti al mistero”. È ancora il pellegrinaggio a ricordare che “la vita è un viaggio dalla nascita alla morte, e oltre”, e che “la nostra storia si inscrive in un percorso immensamente più grande che si snoda dalla creazione al Regno”. Di qui la necessità che i religiosi si riapproprino di “due virtù caratteristiche del pellegrino: la semplicità di vita e il coraggio”; per Radcliffe, infatti, “solo attraverso la povertà” la vita religiosa “può recuperare la sua vitalità”. E poi il coraggio, “come ai tempi dei martiri”, testimoniato da molte comunità religiose, spesso “le uniche a rimanere nelle aree di conflitto quando diplomatici e Ong se ne sono andati” e che in Europa “si esprime nel formare i giovani alla risolutezza della mente e del cuore, che è anche capacità di mantenere gli impegni assunti”. IL BENE COMUNE. Su questa base, secondo il domenicano sono tre i valori cardine per gli europei di oggi: libertà, tolleranza e rispetto dei diritti umani. Compito dei religiosi è, innanzitutto, “una pedagogia della libertà” giacché sul loro esempio, che è “quello di chi dona liberamente e con gioia la propria vita all’Ordine per l’annuncio, la preghiera, la cura di poveri e sofferenti”, le persone “devono essere colpite da questa libertà misteriosa e carica di letizia” che contraddice “la convinzione diffusa secondo cui ogni appartenenza rappresenta una grave minaccia alla libertà stessa”. Da qui l’insofferenza per qualsiasi legame, compreso il matrimonio. “Occorre testimoniare – afferma padre Radcliffe – che i legami rendono più forti, ed è proprio la mancanza di impegno a indebolire la mente e la volontà”. Ciò che manca, secondo il domenicano, “è il senso del bene comune, dell’appartenenza allo stesso corpo, della necessità che tutti godano degli stessi diritti”. Assumendo i voti, “noi religiosi cessiamo di essere europei e la nostra identità va a incastonarsi in quella dei fratelli e delle sorelle sparsi nel mondo”; una “vita condivisa che ci chiama a una profonda trasformazione della nostra umanità, tale da rendere inconcepibile il bene individuale al di fuori del bene comune”. Anche di ciò, ha concluso, “i consacrati possono essere testimoni”.