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Eutanasia: lettera al Parlamento europeo” “

In una lettera aperta pubblicata il 4 marzo, mons. Amédée Grab, presidente della Conferenza episcopale svizzera, ha rivolto un appello ai membri del Parlamento europeo a Bruxelles in procinto di discutere sul cosiddetto rapporto Marty concernente l’eutanasia. Pronunciandosi “in quanto parte della Chiesa cattolica universale e inseriti nelle strutture europee attraverso il Consiglio delle Conferenze episcopali europee”, i vescovi svizzeri desiderano “rammentare con urgenza le ampie conseguenze e la responsabilità” legata alla decisione dei parlamentari al riguardo. Secondo mons. Grab, il rapporto Marty “contraddice la raccomandazione 1418 (del 1999) sui diritti umani e la dignità dei malati gravi e dei malati terminali e spalanca le porte all’introduzione di una normativa di legalizzazione dell’eutanasia negli Stati membri del Consiglio d’Europa”. I vescovi sottolineano altresì come “l’apparente soluzione umana della fine dei dolori e delle sofferenze mediante l’aiuto legale al suicidio è altamente contraddittorio”, poiché “sottopone disabili, malati cronici, gravi e moribondi, anziani e persone fragili all’enorme pressione di non diventare un carico per la società e di piegarsi ad una prassi generale”: ciò, argomentano, si vede già nell’esperienza olandese. Contro questa posizione, i vescovi esortano i parlamentari a far decadere il rapporto Marty e a “eliminare il più possibile problemi e sofferenze e non i malati e i moribondi”. La lettera enumera le norme e le decisioni delle maggiori istanze europee che sanciscono il rispetto della dignità umana e il divieto dell’eutanasia. “Per questi motivi” – si legge – “e nella grande preoccupazione per la salvaguardia e il rispetto del diritto alla vita anche in situazioni limite, i vescovi svizzeri chiedono che si difendano davanti all’assemblea parlamentare le finalità della raccomandazione 1418 (1999)”.