“Haiti: tra il caos e la speranza”, è il titolo di apertura di Le Monde (29/2-1/3), con il quale il quotidiano francese insieme ad altri giornali internazionali si interroga sul futuro dell’isola e sulle sorti del governo di Aristide, “ai limiti dell’affondamento”. Parigi e Washington, ricorda Le Monde, “sono pronti ad inviare una forza di dissuasione nel Paese”, in preda a violenti scontri armati soprattutto nella capitale, Port-au-Prince. Il quotidiano francese ospita inoltre un ampio dossier sulla “perla delle Antille”, antica colonia francese, in cui si documentano i risultati del “rapporto Debray” e di “due secoli di tumulti”: “dal genocidio alla schiavitù, dai massacri alle invasioni, dalle rivolte alle dittature”, sono i passaggi salienti delle “difficili relazioni con la Francia”. “Dopo la partenza di Aristide, ricostruire Haiti”, è secondo La Croix (1°marzo) la nuova parola d’ordine, se si vuole “ristabilire la pace civile” attraverso il coinvolgimento di tutta la comunità internazionale. “Ricostruire e pacificare”, è infatti il titolo dell’editoriale di Jean-Luc Macia, dove si fa notare che “per evitare che la storia si ripeta, bisogna, certo, che l’Onu e le principali potenze possano giocare pienamente il loro ruolo. ma occorre anche che gli haitiani contino prima di tutto su se stessi, sapendo che se il loro paese è da ricostruire, la democrazia è ancora d costruire”. “È stato un trionfo. È stata una vittoria. È stato un momento storico”: così Barbara Schiavulli, su Avvenire, definisce l’ingresso del leader dei miliziani, Guy Philippe, nella capitale haitiana, tra le acclamazioni della folla. “Gli haitiani danno il benvenuto ai ribelli nella capitale”, titola l’ Herald Tribune (2/3), che in un articolo firmato da Tim Weiner e Lydia Polgreen informa che “ il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunitosi in una sessione di emergenza sabato notte, ha approvato una risoluzione favorevole all’invio di una forza multinazionale ad Haiti (…).Il segretario di Stato Colin Powell ha detto lunedì che tale forza aiuterà ad installare un governo ‘responsabile, funzionante, non corrotto'”. Gli attentati in Iraq vengono discussi anche dai commentatori tedeschi. “ Le vittime delle bombe di Baghdad e di Kerbala potrebbero piuttosto passare alla storia come i primi morti di una guerra civile irachena“, scrive Peter Münch sulla Süddeutsche Zeitung (3/3). “ Gli attentati ai tre maggiori luoghi sacri sciiti“, scrive Wolfgang Günther Lerch sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, “ … sono una dichiarazione di guerra agli sciiti ma anche a tutti gli iracheni“. “ Adesso in Iraq si tratta di salvaguardare i positivi inizi di un nuovo ordine, senza farsi sviare da questi fatti di sangue. Una guerra civile tra sunniti e sciiti sarebbe una catastrofe con effetti devastanti non solo in Iraq, ma anche nella regione“. “ Il terrore segue come un’ombra minacciosa ogni successo politico in Iraq“, osserva Rolf Paasch sulla Frankfurter Rundschau. “ E questa sequenza rischia di diventare un modello. Perché quanto più i rappresentanti di sciiti, sunniti e curdi nel consiglio di governo riescono a superare le divergenze, tanto più disperati reagiscono coloro che si avvantaggiano dell’instabilità siano essi i fedeli del regime di Baath, che non vogliono accettare la perdita di potere, o membri di Al Qaida, che vedono in una guerra civile l’ultima possibilità della Guerra santa. […] Come per l’Afghanistan, la sicurezza è il fattore decisivo per la democratizzazione in Iraq“. Sulla Chiesa cattolica tedesca, che vede in questi giorni i vescovi riuniti a Bensberg per l’assemblea plenaria primaverile, annota Gernot Facius su Die Welt (3/3): “ Nella patria della riforma, la Chiesa cattolica … si presenta come un’entità più solida del protestantesimo frantumato. Ma basta questo a resistere alle tempeste del futuro?“. “ La Chiesa in trasformazione… non può esistere in base al criterio di economicità; questo tipo di Chiesa non può rinunciare ai talenti e ai carismi dei laici, uomini e donne. Le tendenze più recenti vanno tuttavia in tutt’altra direzione“.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1277 N.ro relativo : 17 Data pubblicazione : 05/03/04