Romania: una tradizione in omaggio alla donna” “

Un’occasione per rendere omaggio alla donna. E’ la tradizione romena del “martisor” (si pronuncia “marzziscior”), come spiega Gabriel Mateescu in un articolo del periodico illustrato “Lumea credinþei” (Il mondo della fede) riportato dal sito della Conferenza episcopale romena (ww.w.catholica.ro). Storicamente “si ritrova solo nella zona dei Carpazi e in quelle vicine. La tradizione è anteriore al cristianesimo – spiega l’autore -, ed è strettamente legata al rituale dell’anno agrario, celebrato di primavera”. Agli inizi, il “martisor” consisteva in due fili di lana uniti, colorati in genere in bianco e rosso, che rappresentavano l’unità dei contrasti: estate-inverno, caldo-freddo, luce-buio, fertilità-sterilità. “Il cordone – si legge nell’articolo – era legato alla mano oppure preso sul petto, ed era utilizzato fino alla Domenica delle palme o fino alla Pasqua. Ma c’è anche chi lo portava finché fiorivano gli alberi da frutta. Il giorno nel quale si lasciava il ‘martisor’ era segnato da una festa chiamata ‘la bevuta del martisor’. Col passare del tempo, al cordone bicolore si legavano delle monete d’argento e d’oro. Oggi, questo cordone si aggancia a degli oggetti artigianali, che raffigurano diversi animali, fiori, lettere…”.