La relazione approvata dall’Europarlamento (cfr. pagina precedente) intende favorire nei Paesi in via di sviluppo vaste campagne di informazione e consulenza, così da realizzare nell’ambito della salute sessuale e riproduttiva le indicazioni della Conferenza del Cairo. Immediatamente questo comporta iniziative di educazione sessuale, disponibilità di contraccettivi, di preservativi, forme di aborto sicuro, nonché distribuzione di farmaci per il trattamento di malattie sessualmente trasmissibili. Tutti questi interventi rientrano nell’impegno per tutelare la salute e la libertà della donna. Ora, non si può che essere preoccupati per le condizioni nelle quali, nei Paesi in via di sviluppo, e in modo particolare in Africa, le donne vivono la gravidanza, partoriscono e subiscono in seguito le conseguenze di parti difficili. L’assenza di ogni aiuto e particolarmente delle cure ginecologiche ed ostetriche spiega le cifre elevate di mortalità puerperale e delle complicazioni acute e croniche del parto. Tuttavia, ci si deve con coraggio interrogare sulla bontà degli interventi decisi nel mondo occidentale. Essi rientrerebbero nella strategia per realizzare la cosiddetta salute sessuale e riproduttiva. Di che cosa si tratta? Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la salute riproduttiva è lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità, relativamente a tutto quanto concerne il sistema riproduttivo. Colpisce la degradazione della donna, quando la trasmissione della vita è ridotta semplicemente ad un fatto biologico, che ha come unica condizione quella del benessere. Messo da parte il concetto di procreazione, l’esercizio della sessualità è ridotto solo ad un fatto biologico. Negata la dimensione personale e spirituale dell’atto sessuale, si affermano solo le tecniche per regolare o alterare la trasmissione della vita. La responsabilità dell’Occidente è grave, perché porta nei Paesi poveri una cultura che è contro la dignità della donna, con iniziative puramente tecniche. Marco Doldi