pensieri" "

Soltanto briciole?” “

I cristiani all’Europa,” ” l’Europa ai cristiani” “

È possibile una unione spirituale dell’Europa? Riuscirà il continente a respirare con i due polmoni dell’Oriente e dell’Occidente? Sono alcuni degli interrogativi che si pone il cardinale TOMÁŠ ŠPIDLÍK , rappresentante della Chiesa e della cultura ceca, intervenendo nei giorni scorsi ad una conferenza organizzata dall’università di Praga. Riportiamo alcuni stralci del suo intervento. Che cosa daremo agli altri se non sappiamo chi siamo?. “L’unione dell’Europa progredisce sul campo politico, economico, aumentano i contatti di ogni genere. Allora sorge la questione: in che misura possiamo parlare dell’unità spirituale, come essa si è sviluppata attraverso i due millenni? Per l’identità dell’uomo ha una grande importanza la memoria. La perdita di memoria conduce alla distruzione della personalità. Allora se cerchiamo l’identità dell’Europa, dovremo ritornare al suo passato…. È l’opinione generale che la cultura europea si fonda su tre pilastri fondamentali: sul modo di pensare greco, sul diritto romano e sulla religione della Bibbia. Attraverso i secoli si è arrivati ad una perfetta sintesi di queste tre componenti. Purtroppo questo sforzo ha fatto fiasco. Non abbiamo sentito questa dissipazione dell’unità troppo tragicamente, finché tutto succedeva nel circolo chiuso del pensiero europeo. Ma oggi la situazione è diversa. L’Europa affronta culture nuove, mentalità diverse, tradizioni sconosciute. Che cosa offriremo ai nuovi popoli che si rivolgono a noi? Soltanto briciole? E che cosa accetteremo da essi, se non sappiamo bene ciò che possediamo?”. Globalizzazione vera oppure pezzi di stoffa cuciti su vestiti logori. “Per mezzo delle comunicazioni moderne vengono spontaneamente assorbiti elementi provenienti dalle altre culture, corrispondenti alle altre mentalità. Siamo certi che possono costituire un complemento organico alla nostra crescita o rimangono piuttosto come un pezzo di stoffa differente cucito su un vestito logoro?… L’assimilazione precoce si indica con il termine peggiorativo di globalizzazione. I giovani amano protestare contro di essa e nello stesso tempo ne subiscono il suo influsso. Milioni di emigrati cercano di assimilarsi al nuovo ambiente e alla fine sentono dolorosamente che non ci sono riusciti e rimangono fino alla morte “extracomunitari”… I blocchi orientali e occidentali appaiono di nuovo sul panorama mondiale. L’Europa potrebbe essere un ponte di contatto unificante. Purtroppo una sintesi soddisfacente della sua cultura non è stata ancora prodotta, non riesce ancora a ‘respirare con due polmoni'”. Il sogno di una sintesi. “Dai tempi antichi fino ad oggi osserviamo nella cultura europea due tendenze: empirismo e idealismo. Ognuna prosegue la sua strada senza comunicare. Appare così il primo scisma nella nostra cultura. A quale di queste due tendenze diamo la preferenza?… E come si trasportò questo problema nel cristianesimo?… Dopo la fine del medioevo progredisce rapidamente la secolarizzazione e il razionalismo che rafforza il valore dei principi astratti sia morali che sociali… Si coltivano parallelamente le scienze naturali… Empirismo e idealismo esistono nel tempo moderno l’uno accanto all’altro ma non sentono il bisogno di opporsi, ma neanche di comunicare. Le tendenze mistiche non sono sparite totalmente, al contrario, in certi periodi si fanno fortemente sentire, non intendono però comunicare sia con le scienze che con il pensare razionale. La cultura europea si è divisa in tre principali sfere indipendenti: le scienze empiriche, il razionalismo kantiano e le tendenze mistiche. Il sogno sulla loro sintesi sembra ormai perduto”. “Io solo” non pensa, “NOi” pensiamo. “Se vogliamo raggiungere l’apice della filosofia, è necessario unire due capacità opposte: il colmo del pensiero astratto e la suprema capacità di contemplare la realtà concreta. Chi potrebbe unire questi due? …. I due possono essere uniti per mezzo di un principio sopralogico: con l’amore. ‘La comunione nell’amore’, scrive Berdiaev, la conciliarietà è anche criterio della conoscenza, criterio che è opposto al cartesiano Cogito ergo sum. ‘Io-solo’ non pensa, ‘noi’ pensiamo, e questo ‘noi’ significa comunione nell’amore”.