carmelitane a mosca" "

Stupore, non sdegno” “

Il proselitismo non appartiene” ” al testimone orante, ” “silenzioso e povero” “” “

“Un aperto tentativo di convertire il popolo ortodosso alla fede cattolica”: così il vescovo ortodosso di Novgorod mons. Azmas Georgij Danilov, definisce il progetto, bocciato dalle autorità locali, di un piccolo monastero che sarebbe dovuto sorgere nella parrocchia cattolica della città, per ospitare alcune religiose carmelitane. L’accusa di proselitismo ai cattolici continua a rimanere uno dei principali ostacoli al riavvicinamento tra le due Chiese. Sul tema presentiamo una riflessione di CRISTIANA DOBNER , carmelitana scalza. Teresa di Gesù, dinanzi alla lacerazione capeggiata da Martin Lutero, non ha fatto altro che chiedere, a chi voleva seguirla, di diventare una roccaforte capace di resistere ad ogni assalto. Le armi erano precarie ma le uniche durature: la fede, la speranza e la carità. Il termine “proselitismo” non suscita sdegno nel cuore del Carmelo e di ogni suo figlio o figlia, suscita solo stupore: un testimone orante, solitario, silenzioso e povero, come e quando può concedersi al proselitismo? Maria è la Sorella e Madre di ogni persona, uomo o donna, dimorante sul Monte Carmelo, è il suo “Sì” che suscita ed irrora il “Sì” di ogni carmelitano/a. Proprio perché Ella stette sotto la Croce, può insegnare a ciascuno e a ciascuna a “stare”, davanti al Volto di Dio: come Elia, venerato Padre per gli abitanti del Monte Carmelo; come Raffaele Kalinovski, perseguitato politico e morto invocando l’unione con la Chiesa Ortodossa; come Edith Stein che seppe “stare” per il suo popolo, per la Chiesa e per ogni uomo, quando più la persecuzione infuriava. Il giovane ragazzo Alexiei apprese a “stare” dal suo venerato genitore che soffrì per la fede; dalla madre, intrepida moglie di un pope e madre dell’unico figlio consacrato a Dio. Egli ricorda, ringraziando Dio, i momenti passati nella legnaia quando la casa fu perquisita dai militi: i parenti furono deportati mentre la sua famiglia invece scampò al pericolo. La Madre di Dio, risplende sul petto del Patriarca di tutte le Russie, Ella lo ha accompagnato nel suo duro e lungo soffrire a servizio del Vangelo. Ella gli suggerisce come “stare” vigile sul suo gregge, come districarsi da ogni insidia tesagli dal potere del male. Tutta la vita del venerato fratello nella fede nella Trinità, nel Signore Gesù e nell’amata Madre, è un inno di lode a Dio. In una ricerca continua del Suo Volto. La Chiesa Ortodossa, con le sue solenni liturgie, con la bellezza del suo procedere, è pervasa dall’invocazione allo Spirito Santo che vuole tutti gli uomini salvi, che vuole tutti rivolti a Lui. Tanti avvenimenti, tante memorie ci dividono, ma il cuore di chi appartiene a Dio, conosce solo la memoria di Dio e, per ciò stesso, solo quanto unisce: dai nostri santi Patroni, i due fratelli Cirillo e Metodio, al martirio nei lager di chi, per l’acqua del Battesimo, poteva fregiarsi e dare il sangue per l’unico titolo che non perisce: essere cristiano. Il resto è del maligno, il resto è delle forze del male che vogliono continuare a dividere dove già si stava suturando, unendo. Chiunque legga la biografia di Sua Beatitudine non può non rimanerne ammirato, desiderare di conoscerlo di potergli parlare e fargli toccare con mano quante sorelle e quanti fratelli gli si stringono intorno quando egli lotta per il bene dell’uomo. A questo fratello, noi carmelitani e carmelitane, apriamo le nostre case, perché sono case di Dio e perciò anche case di lui, di Alexiei, e l’attendiamo per unire le nostre mani aperte al Padre con le sue. La presenza orante di donne che salgono il Monte Carmelo nella loro vita di solitudine e di silenzio, legate al proposito di vivere all’interno del loro rnonastero, dovrebbe rappresentare il fulcro e il cuore dell’attesa ecumenica. Nel quotidiano di ogni carmelitana è custodita con gioia e trepidazione la preghiera di Gesù al Padre nell’Ultima Cena: “Che tutti siano uno”. Ogni anelito o desiderio vi ritorna come calamitato e messo in scacco matto da una realtà che lo sconvolge: la scandalo della divisione dei cristiani è un grido sempre rivolto al Padre perché, nella Sua fantasia senza confini, susciti testimoni, situazioni, eventi che conducano alla grande svolta, che affrettino il raggiungimento della meta della Chiesa, secondo l’etimologia del termine, cattolica, cioè una e indivisa, eppure con la sua propria tradizione. Ogni corpo orante carmelitano è caratterizzato da peculiarità specifiche: la sua incisività sulla storia passa e si cristallizza Per vie misteriose, tracciate dallo Spirito; non conosce prese di posizioni, assembramenti. Le carmelitane si spendono e basta. Cristiana Dobner