chiesa e università" "
Il Papa ai giovani dei 10 Paesi che tra poco più di un mese saranno nell’Ue” “” “
“Questa veglia mariana riveste un forte valore simbolico. È infatti anche a voi, cari universitari, che è affidato un ruolo importante nella costruzione dell’Europa unita, saldamente radicata nelle tradizioni e nei valori spirituali che l’hanno modellata”. Con questo messaggio Giovanni Paolo II ha salutato gli studenti e i docenti, oltre 7.000 persone, al termine dell’incontro nell’aula Nervi, sabato 13 marzo, in occasione della II Giornata europea degli universitari. L’incontro, promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), dalla Comece, l’organismo che riunisce gli episcopati dei Paesi aderenti all’Ue, e dall’Ufficio della diocesi di Roma per la pastorale universitaria, è stato caratterizzato dal tema “Cristo speranza per l’Europa”, espresso nell’Esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in Europa”, e dalla presenza di 10 delegazioni di giovani provenienti dai Paesi che il 1°maggio entreranno nell’Ue. Dopo un minuto di silenzio per i recenti fatti accaduti a Madrid, sono stati proprio loro, i ragazzi provenienti da Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Malta e Cipro, ad aprire la celebrazione con le loro bandiere e ad accompagnare anche il rito di accoglienza della Croce. “L’università costituisce ha detto il papa uno degli ambiti tipici dove si è formata, nel corso dei secoli, quella cultura che ha conosciuto un caratterizzante influsso cristiano. Occorre che questo ricco patrimonio di ideali non vada perduto”. LE UNIVERSITÀ SIETE VOI. “Cari amici delle Università europee ha detto il cardinale CAMILLO RUINI, presidente della Conferenza episcopale italiana, consegnando copia dell’esortazione apostolica ‘Ecclesia in Europa’ fate tesoro del suo messaggio e ricordate le parole del Santo Padre: ‘Le Cattedrali parlano in silenzio delle radici cristiane dell’Europa. Le Università ne parlino ad alta voce’. Le Università siete voi, docenti, studenti e personale non docente, che avete il compito di parlare ad alta voce alla nostra cara Europa di Cristo, nostro Signore”. Un appello che rinnova sotto il profilo religioso e spirituale il vincolo europeo all’accoglienza e alla solidarietà sotto una comune radice non soltanto economica o politica, come ricordato anche dal presidente del Parlamento europeo , PAT COX, nel video messaggio inviato per l’occasione: “Oggi l’Europa è un luogo molto diverso da quello che era 25 anni fa. Oggi il vecchio continente si fonda su valori comuni che includono la democrazia pluralista, i diritti umani e civili, lo Stato di diritto e il rispetto della diversità culturale. Dobbiamo essere grati per il successo di questo grandissimo progetto di pace nella nostra storia al pontificato di Giovanni Paolo II, i cui ideali hanno fatto da guida”. Un ruolo di grande importanza quello del papa che, nell’inclusione dei nuovi Paesi nell’Ue, ha visto compiersi il richiamo per un Europa che respira con due polmoni: “Questo significava ha continuato Cox che dovevamo lavorare per tenere unite le due ‘Europe’, simbolo di grande forza anche per la promozione del dialogo interculturale tra cristianità occidentale e le religioni presenti sul nostro continente”. UNA MISSIONE FORTEMENTE SENTITA dai ragazzi presenti in aula e da quelli collegati in diretta dalle capitali di ciascuno dei 10 Paesi che hanno animato insieme la veglia mariana, conclusasi con il pellegrinaggio della Croce alla Chiesa di Sant’Agnese in Agone (piazza Navona). Un mare di fiaccole che ha dato vita alla Via Crucis snodandosi per il centro di Roma, ma anche un momento di riflessione comune sul valore dell’incontro e del messaggio del papa. Tra i Paesi che il primo maggio entreranno nell’Ue figura anche la Repubblica Ceca, un paese spiega Karin Bencova, università di Economia che ha vissuto “una delle più gravi persecuzioni contro i cristiani, un tentativo di sradicare completamente la religione dalla vita della società e dalla coscienza degli uomini. Ancora oggi sperimentiamo molte conseguenze di questa nostra storia movimentata. Anche se oggi abbiamo ottenuto la piena libertà, la nostra patria appartiene ancora ai paesi con la più bassa percentuale delle persone disposte ad aderire alla chiesa”. L’università aggiunge Karin “è uno dei più grandi segni della speranza per il futuro del cristianesimo nel nostro Paese”. Quale Europa sognano i giovani cristiani della Repubblica Ceca? “Desideriamo conclude che nell’Europa unita, che sta alle porte, la fede sia fortemente legata alla cultura e alla ragione, all’amore e alla solidarietà, alla libertà e alla responsabilità”.