A seguito degli attentati di Madrid dell’11 marzo scorso, l’Unione europea ha deciso di imprimere un’accelerazione alla strategia comunitaria contro il terrorismo internazionale. La riunione straordinaria dei Ministri degli interni e della giustizia di venerdì 19 marzo a Bruxelles, ha dato ufficialmente il via alla costituzione di una task force Ue anti-terrorismo, con il compito di coordinare le misure “a dimensione europea” necessarie per contrastare l’azione dei terroristi con attenzione particolare alla rete che fa capo ad Al-Qaeda “ormai stabilmente attivi sul territorio dell’Unione”. Più specificamente, i Ministri hanno esaminato due proposte, della Presidenza irlandese e della Commissione esecutiva (quest’ultima contiene un invito ad “abbandonare una certa cultura del segreto”), contenenti i punti fondamentali della nuova strategia comunitaria nel settore: a) è stato deciso di istituzionalizzare una più stretta cooperazione tra i servizi segreti dei Paesi membri, respingendo tuttavia l’iniziativa comune belgo-austriaca di dare vita ad un organismo nuovo simile alla Cia americana; avvalendosi dello strumento della cooperazione rafforzata, i “grandi” (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna) hanno già indetto due riunioni tra i responsabili dell’ intelligence; b) il Consiglio ha anticipato al 2005 l’inserimento nei passaporti dei dati biometrici dei cittadini europei; c) i cinque Stati membri che non hanno ancora recepito il mandato d’arresto europeo sono stati “invitati” a farlo al più presto; d) sono state altresì rafforzate le disposizioni per il controllo sui movimenti transfrontalieri di capitali ed il riciclaggio del denaro per combattere le fonti di finanziamento del terrorismo; e) entro l’estate, l’Unione avrà a disposizione il cosiddetto “registro europeo dei terroristi”, sorta di maxi-schedario delle persone europee e non condannate e/o sospettate di attività eversiva; f) i Governi e le aziende del settore hanno avuto il mandato di porre in essere una procedura per la tracciabilità delle armi e degli esplosivi. Riuniti a Bruxelles lunedì 22 e martedì 23, i Ministri degli esteri Ue hanno ribadito la ‘necessita’ di rimuovere le cause profonde del terrorismo attraverso un dialogo con tutto il mondo arabo”, con l’imperativo di “evitare una guerra di religione”. Il Vertice dei Capi di Stato e di Governo del 25 e 26 marzo prossimi, è chiamato ad adottare una strategia compiuta nonché a formalizzare la costituzione del coordinamento europeo anti-terrorismo.