chiese dell'est" "
In un volume le storie di fede e di sofferenza dei cattolici dell’Est europeo” “
La fede e la sofferenza delle Chiese cattoliche dell’Europa orientale narrate in un volume che raccoglie gli atti del Convegno di storia ecclesiastica contemporanea svoltosi in Vaticano nell’ottobre del 1998. Il testo, dal titolo “Fede e martirio. Le Chiese orientali cattoliche nell’Europa del Novecento” (Libreria editrice vaticana), è stato presentato il 23 marzo nella Sala stampa della Santa Sede. Un “martirologio”, ricorda il card. IGNACE MOUSSA I DAOUD, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali che promosse l’incontro del 1998, che intende porre fine “al silenzio della morte in cui si è voluto soffocare” nel secolo appena concluso “queste Chiese, ancora deboli nelle loro istituzioni, ma vigorose per il fervore della fede”. Per il card. ACHILLE SILVESTRINI, prefetto del medesimo dicastero all’epoca del convegno, “nell’Europa centrale ed orientale, la ritrovata libertà religiosa impone un difficile cammino sia di fedeltà alle tradizioni proprie, sia di rinnovamento pastorale”. “La conoscenza della storia” potrà tuttavia condurre “ad un discernimento più possibile obiettivo e liberante per il presente e il futuro di queste Chiese”. Dopo alcuni cenni introduttivi presentiamo, a titolo esemplificativo, le vicende di alcune Chiese greco-cattoliche dell’Europa orientale. IL MARTIRIO DELLE CHIESE. “La seconda parte del Novecento è tragica per le Chiese cattoliche orientali” perché “i regimi comunisti decidono un po’ ovunque di sradicarle” spiega lo storico della Comunità di S.Egidio, ROBERTO MOROZZO DELLA ROCCA. “Messe fuori legge” con “gli episcopati eliminati fisicamente, il clero imprigionato, disperso o aggregato forzatamente alle Chiese ortodosse, quando le comunità cattoliche orientali non sono soppresse con la violenza, sono prive di mezzi materiali” e “costrette alla clandestinità”. UCRAINA. Due le tipologie di sofferenza subita dalla Chiesa greco-cattolica, soppressa tra il 1946 e il 1950: quella che i cattolici hanno patito a causa della propria identità e quella scatenata dalla solidarietà della Chiesa verso il popolo. Emblematiche le figure del metropolita Andrei Sheptyskyi (1901-1944), precursore dell’ecumenismo e appassionato ricercatore dell’unità dei cristiani, e di padre Mykola Markevych (1907-1994) che, nonostante le minacce e le persecuzioni continuò ad esercitare il proprio ministero. BIELORUSSIA. Erede dell’unione di Brest (1596), volta a ristabilire l’unità fra la Chiesa della metropolia di Kiev e la Chiesa di Roma, la Chiesa greco-cattolica bielorussa fu soppressa dallo zar Nicola I nel 1839, e questo non fu che il primo episodio di una lunga serie di persecuzioni, nonostante le quali la Chiesa riuscì a sopravvivere. Dal 1939, durante l’occupazione sovietica, le parrocchie nel frattempo rinate cessarono di esistere e i fedeli furono dispersi. Soltanto nel 1990 venne registrata la prima parrocchia greco-cattolica, cui ne seguirono altre. GRECIA. Con il breve “Auctus in aliqua” Pio IX costituiva nel 1911 un ordinariato (oggi esarcato) per i greci di tutto il territorio della delegazione apostolica della Turchia. La Chiesa cattolica, tuttavia, subì sempre l’opposizione delle autorità ecclesiastiche ortodosse di Grecia e, talvolta, anche del governo. ALBANIA. Tra i numerosi nemici che la Chiesa dovette affrontare, l’invasione dei turchi nel XVI secolo e la persecuzione del regime comunista dal 1944 al 1991, durante la quale vescovi, sacerdoti e laici cattolici e ortodossi vennero barbaramente torturati e uccisi, monasteri e chiese distrutti. ROMANIA. Dal 1948, con gli arresti e le deportazioni di alcuni vescovi, prese il via la persecuzione alla Chiesa romena unita con Roma. Il decreto di soppressione fu cancellato soltanto nel 1989. La Chiesa romena unita è sopravvissuta al martirio, ma i romeni portano ancora oggi il peso di essere divisi in due Chiese. BULGARIA. Dopo la seconda guerra mondiale e l’ascesa al potere del regime comunista, la religione fu repressa e musulmani, protestanti e cattolici furono duramente perseguitati e in gran parte uccisi. Tre religiosi fucilati dal regime sono stati beatificati nel 2002 da Giovanni Paolo II. Solo negli anni Novanta la Chiesa cattolica ha acquisito uno statuto legale. ARMENIA. Il genocidio perpetrato tra il 1915 e il 1916 (sterminati oltre un milione di armeni dei due milioni e mezzo presenti sul territorio) è il primo del secolo scorso, un autentico martirio cristiano collettivo: poté salvarsi solo chi accettò di abbracciare la fede islamica.