i 10 del 1 maggio (6)" "
Nella rassegna degli Stati che il 1° maggio faranno ingresso nell’Unione europea, questa settimana è la volta della Repubblica slovacca. Abbiamo chiesto a mons. Frantiek Tondra , presidente della Conferenza episcopale slovacca come la Chiesa sta vivendo questo appuntamento e quale impegno si è assunta. Già presentate Cipro (Sir n.14/2004), Polonia (Sir n.15/2004), Malta (Sir n.18/2004), Slovenia (Sir n.20/2004) e Ungheria (Sir n.22/2004). L’ingresso nell’Ue segna per la Slovacchia un punto di arrivo ma anche di partenza. Dopo anni di comunismo quale ruolo la Chiesa potrà giocare in questa nuova stagione europea del proprio Paese? “La Chiesa è stata al centro del processo dal quale, nel medioevo, è nato il nuovo volto dell’Europa. Oggi il continente si apre di nuovo all’universalismo, quello costruito però sui fenomeni esterni delle politica, dell’economia, dei mass media. È compito della Chiesa dare interiorità a tale universalismo, offrendo principi che riguardano l’intera umanità e sono fondati sulla legge morale naturale. In Slovacchia le radici cristiane sono profondamente penetrate. La maggioranza della popolazione percepisce e riconosce il bisogno della fede e di un’autorità morale. Crede nella libertà concepita, però, con un forte accento sociale, orientata al servizio per gli altri e non per la soddisfazione individualistica. Sono convinto che la Chiesa saprà dare un contributo positivo alla costruzione dell´Unione europea”. Quali sono i vantaggi che la Slovacchia avrà dal suo ingresso nell’Ue e quali i rischi che potrebbe correre? “Possiamo fare l’esempio della casa con le porte chiuse e di quella con le porte aperte. La porta aperta permette di uscire, conoscere il mondo, comunicare. Permette anche di far entrare un ospite e di ricevere dagli altri ciò che noi non abbiamo. Ma vi è il pericolo che qualcuno porterà in casa anche ciò che non si desidera. Questo rischio dell’apertura e della comunicazione è sempre attuale. Ritengo necessaria anche una buona preparazione”. Il Papa nella sua ultima visita in Slovacchia ha ringraziato “l’amato Popolo slovacco, perché ha saputo conservare, anche in momenti difficili, la sua fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa”. Ed ha detto: “non ti vergognare mai del Vangelo”. Oggi a un passo dall’ingresso in Europa cosa resta di queste parole? “È noto che il popolo slovacco è ricco di virtù quali la famosa ospitalità, l’apertura, la fedeltà, il rispetto dell’autorità e dell’ordine, l’operosità. Rafforzate dalla fede cristiana, queste virtù sono ancora diffuse tra la popolazione e credo che possano diventare un contributo anche per l’Ue se essa saprà aiutare a conservare queste virtù e questa fede. Oggi la preoccupazione dei Paesi dell’Est è propria quella di poter smarrire la propria identità, di fronte ad una globalizzazione esasperata e massificante”. Come si sta preparando la Chiesa slovacca all’ingresso in Europa? Ci sono iniziative che accompagneranno i fedeli al 1° maggio? “La Chiesa in Slovacchia ha preso parte attiva al progetto delle Giornate cattoliche dei paesi del Centro-Europa. La Conferenza episcopale slovacca giá nel 2002 ha pubblicato una lettera pastorale sull’entrata nell’Ue. Il 15 febbraio scorso in tutte le chiese è stata letta la lettera pastorale sul pellegrinaggio delle nazioni a Mariazell e il Consiglio della Conferenza episcopale per la famiglia e quello per i giovani hanno preparato un libretto delle attività spirituali che si svolgeranno attorno alla data dell’entrata il 1 maggio 2004. Il 30 aprile vi sarà una preghiera liturgica per i deputati del Parlamento prima della sua sessione solenne e il 1 maggio si svolgerà un pellegrinaggio nazionale a Nitra dove è localizzato l’inizio della missione dei santi Cirillo e Metodio nel 863. Oltre alle iniziative comuni vi è spazio per quelle dei singoli vescovi o parroci nelle loro diocesi”. Scheda In Slovacchia vivono 5.397.000 persone: l’82% della popolazione si professa cristiana (con un aumento del 10,5% negli ultimi 10 anni). La Chiesa cattolica conta 8 diocesi, 1.480 parrocchie, 18 vescovi, 1893 sacerdoti, 615 religiosi/e, 3 istituti di istruzione e 89 opere di solidarietà.