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Laici e unità pastorali” “

Nei prossimi anni si prevede la diminuzione del numero dei sacerdoti” “

Mancanza di preti, un problema urgente anche per la Chiesa della Gran Bretagna. Oggi i sacerdoti diocesani britannici, esclusi i diaconi permanenti (601), sono 4274 per poco più di 3000 parrocchie, ma si calcola che tra quindici anni saranno circa la metà. Col documento “The Sign we give”, ovvero “Il segno che diamo” del 1995 la Conferenza episcopale aveva, già a suo tempo, incoraggiato una maggiore partecipazione dei laici alla vita della Chiesa. Le diocesi, in ogni caso, vengono lasciate libere di trovare soluzioni individuali al problema. In alcune, quelle di Southwark e Salford per esempio, la mancanza di sacerdoti é meno grave che in altre. Edimburgo, Leeds e East Anglia sono già corse ai ripari pensando a strategie per fare i conti con il problema. Tra le prime ad averlo affrontato vi sono la diocesi di Arundel e Brighton dove era vescovo, prima di diventare Primate di Inghilterra e Galles, il card. Cormac Murphy-O’Connor e la stessa diocesi di Westminster guidata oggi dallo stesso cardinale. Le vie battute da queste due diocesi sono di doppia natura, una più spirituale che si concentra sul rinnovamento pastorale e un’altra più pragmatica per far fronte alla mancanza di sacerdoti. diocesi di westminster: centri di ascolto e unità pastorali. Del programma di rinnovamento pastorale della diocesi di Westminster ne parla don Stuart Wilson, il responsabile: “‘At your word Lord’, (Con la tua parola, Dio), questo é il nome del nostro programma di rinnovamento per laici e sacerdoti. L’idea venne al card. Murphy-O’Connor che aveva già avviato con successo un’iniziativa simile nella diocesi di Arundel e Brighton dieci anni fa”. “Il programma, partito nel novembre del 2002 è organizzato e gestito da un’agenzia americana dal nome di “Renew International”, (Rinnovamento internazionale) che ci fornisce strutture e materiali del programma. Si sono formati gruppi di otto-dieci persone in ogni parrocchia che si incontrano ogni settimana per sei settimane per riflettere sul Vangelo della domenica e condividere un cammino di fede. In questo momento ci sono oltre ventimila persone che si incontrano in tutta la diocesi in piccoli gruppi”. Westminster ha, inoltre, avviato un programma per sopperire alla mancanza di sacerdoti. Attualmente ce ne sono 550 ma si calcola che fra poco più di dieci anni diventeranno la metà. Si chiama “Graced by the spirit”, ovvero “Graziati dallo Spirito” e sta muovendo i primi passi. Tra le ipotesi più gradite c’è quella delle unità pastorali con la costituzione di comunità di sacerdoti che vivono insieme la responsabilità di più parrocchie e un maggior coinvolgimento dei fedeli laici. Diocesi di Arundel-Brighton: si coinvolgono i laici. Se nella diocesi di Westminster il rinnovamento pastorale è un processo ancora in fase di attuazione, in quella di Arundel-Brighton é una esperienza che ha dato e sta dando ancora frutti importanti. “Stiamo ancora traendo beneficio da quel programma che é stato molto importante per noi”, spiega Barbara Wallace coordinatrice del gruppo pastorale, “molti di quei gruppi si incontrano ancora oggi”. “Tre anni fa – ricorda – con l’arrivo ad Arundel e Brighton del vescovo mons. Kieran Conry la diocesi avviò anche un nuovo programma per affrontare il problema della mancanza di sacerdoti. Un rapporto, preparato nel 1994, annunciava che, entro l’anno 2020, il numero dei sacerdoti si sarebbe dimezzato, da 115 a circa 55. Per quella data sarebbero stati soltanto ventisette i sacerdoti al di sotto dei settantacinque anni nella diocesi. Una previsione allarmante. Una lettera fu spedita ad ogni parrocchia per renderla consapevole del problema”. Partì così un ampio processo di consultazione, “nel quale vennero coinvolti piccoli gruppi di fedeli in ogni parrocchia, ai quali venne chiesto di prendere coscienza del problema e suggerire soluzioni”. “Alcune zone della diocesi, Eastbourne, Crawley, East Brighton, Guildford, hanno preso consapevolezza del problema e, pur con rammarico, hanno raggiunto una soluzione, che consiste in una più omogenea ripartizione del numero delle messe e nella diminuzione del carico di lavoro affidato ai sacerdoti”, spiega mons. Conry. “Si è deciso, inoltre, di lasciare ai preti la celebrazione dei Sacramenti e ai laici le finanze e l’amministrazione”.