unione europeA" "
Costituzione entro il prossimo giugno?” “
Buone intenzioni, qualche intesa concreta e, complessivamente, un clima politico propenso ad accordi in tempi ragionevoli. Il Consiglio europeo di Bruxelles del 25 e 26 marzo si è chiuso con un progetto per fronteggiare il terrorismo e con due promesse: predisporre il testo della Costituzione entro il summit di metà giugno e rilanciare, con un’azione congiunta, la “strategia di Lisbona” per rendere più competitiva l’economia europea. La volontà di riprendere il percorso di integrazione continentale, dopo il fallimento della Conferenza intergovernativa a dicembre, deve molto alla incombente minaccia terroristica dopo i fatti di Madrid, ma anche alla consapevolezza di due “appuntamenti con la storia” ormai alle porte: l’allargamento a 25 (1° maggio) e le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo (10-13 giugno). MISURE CONCRETE CONTRO IL TERRORISMO. Il presidente di turno del Consiglio, l’irlandese BERTIE AHERN, durante il summit ha constatato una disponibilità unanime per un’offensiva contro il terrorismo: “Non vi saranno cedimenti né compromessi di nessun tipo nei confronti del terrorismo si legge in un documento controfirmato dai leader dell’Unione -. Nessun Paese al mondo può considerarsi immune dalla minaccia. Il terrorismo sarà sconfitto soltanto con la solidarietà e l’azione collettiva”. Sarà GIJS DE VRIES, olandese, ex sottosegretario all’Interno, a coordinare gli impegni dell’Ue in questo campo che prevedono, tra l’altro: la “clausola di solidarietà” per una risposta congiunta ad atti violenti; il miglioramento della cooperazione giudiziaria; la condivisione dell’ intelligence; il rafforzamento dei controlli alle frontiere; il consolidamento di Europol ed Eurojust. Dal canto suo il presidente della Commissione, l’italiano ROMANO PRODI, ha insistito affinché, “accanto a questo doverose contromisure, si affrontino con decisione le cause che stanno alla base di tante ingiustizie economiche e sociali, spesso alla radice del terrorismo”. COSTITUZIONE UE E POLITICA ESTERA COMUNE. A Bruxelles si è poi registrata una rinnovata disponibilità all’approvazione della Costituzione. “Non è escluso che potremo arrivare al prossimo Consiglio di metà giugno con il testo definitivo”, ha spiegato Ahern, cui ha fatto eco, concordando sull’ipotesi, il presidente del Parlamento europeo, il connazionale PAT COX. “Il Parlamento spiega Cox – preferirebbe un’approvazione entro il 1° maggio, oppure entro la Festa d’Europa, il 9 maggio. Ma se si raggiungesse un risultato per giugno sarebbe ugualmente positivo”. La politica estera rimane invece un punto debole dell’Unione: la guerra in Iraq aveva rivelato la mancanza di una linea comune. L’Ue auspica ora un maggior protagonismo dell’Onu per ridare pace e sviluppo al Paese dopo la dittatura di Saddam Hussein. A questo problema è strettamente connesso quello mediorientale: l’Unione insiste per riprendere il processo di pace tra israeliani e palestinesi. In “casa propria”, quindi, l’Ue “conferma la sua netta preferenza per l’adesione di una Cipro unificata”. UNA “BABELE” IN CUI SI DIALOGA. Resta aperto il problema dell’impulso da dare alla “strategia di Lisbona”. In questo ambito il Consiglio ha nominato l’ex premier dei Paesi Bassi, WIM KOK, alla guida di un organismo che controllerà lo stato di avanzamento dell’Agenda di Lisbona. Il rispetto del Patto di stabilità, il rigore nei conti pubblici, gli investimenti per ricerca e infrastrutture saranno in cima alla lista degli obiettivi dei Venticinque per rendere l’economia europea concorrenziale sui mercati mondiali, basata sulla conoscenza, in grado di creare occupazione e coesione sociale. Entro il 1° novembre 2004 Kok dovrà individuare una linea coerente e decisioni operative. Non si può infine trascurare di rilevare alcuni mutamenti significativi in corso nell’Unione. Attorno al tavolo del Consiglio sedevano i rappresentanti dei dieci nuovi “soci” dell’Ue, con il debutto sulla scena continentale di diversi Capi di governo e ministri degli Esteri. Un saluto e un “omaggio all’europeismo” è stato tributato dai “colleghi” al premier spagnolo uscente JOSÉ MARIA AZNAR, al suo ultimo vertice. In una “Babele” di quasi venti lingue ufficiali, il Consiglio europeo ha inaugurato l’era di un’Europa con mezzo miliardo di cittadini da avvicinare fra loro e da integrare nell’Unione. Così la sfida del consolidamento dell’Ue (in cui la Costituzione e la “strategia di Lisbona” giocano un compito essenziale) va di pari passo con l’impegno ad accogliere i nuovi membri, estendendo le politiche comunitarie oltre l’ex “cortina di ferro”. Così che l’Occidente e l’Oriente come affermava anni or sono GIOVANNI PAOLO II tornino ad essere “i due polmoni dei quali l’Europa non può fare a meno se vuole respirare”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1284 N.ro relativo : 24 Data pubblicazione : 31/03/04