Le elezioni francesi monopolizzano l’attenzione anche della stampa americana . “Il futuro di Raffarin in bilico dopo il voto”, titola ad esempio in prima pagina l’ Herald Tribune (30/3, con un articolo firmato da Katrin Bennhold in cui si fa notare che “un giorno dopo la schiacciante sconfitta alle elezioni regionali, il presidente Jacques Chirac ha ricevuto pressioni per le dimissioni del suo primo ministro e di altri autorevoli membri di gabinetto”. Di una “vittoria storica” per la sinistra parla Le Monde (30/3), che fa notare come la coalizione vincente “controlla tutte le regioni tranne l’Alsazia”. “La sinistra si legge nell’articolo di apertura del quotidiano francese, dal titolo significativo: ‘Il 21 aprile al contrario di Jacques Chiraq’ ha riportato, domenica 28 marzo, una vittoria schiacciante nell’esito del secondo turno delle elezioni regionali (…). La sola incertezza, la Corsica, dove la sinistra, maggioritaria in termini di voti, potrebbe dividersi sulla presidenza”. “Due anni dopo la sconfitta della primavera del 2002 scrive Isabelle Mandraud in uno degli articoli delle pagine interne si installa dunque una nuova coabitazione. Alla destra, il potere esecutivo e legislativo; alla sinistra, il potere ‘dal basso’, quello delle regioni (…). Forti del ‘mandato’ che ritengono di aver ricevuto dai francesi, i dirigenti socialisti promettono di presentare una nuova opposizione in Parlamento”. Bruno Frappat firma l’editoriale di La Croix (30/3), affermando che “c’è forse più di un punto comune tra le cause dell’umiliazione dei governanti nel 2002 e quelle dei governanti del 2004 (…). L’accento messo oggi sulle questioni del ‘metodo’ e della ‘pedagogia’ ricordano curiosamente il processo di ieri (…).Il metodo è un pretesto. L’alternanza incessante delle preferenze è un crudo messaggio che riposa sull’insoddisfazione”. “Per Chirac bagno di umiltà”, è il titolo dedicato dal quotidiano cattolico italiano, Avvenire, alle elezioni francesi, che secondo Elio Maraone costituiscono “una batosta senza attenuanti e senza appello per la maggioranza e per la persona stessa di Chirac (…). La logica politica, per non dire del semplice buon senso, dovrebbe adesso spingere Chirac a significative manovre, quali un semplice rimpasto di governo (…). Ma ciò che più conta, ciò che risulterà determinante anche nelle prossime elezioni europee, è lo sfondo economico-sociale: che è quello di un Paese in crisi alle prese con crescenti problemi di bilancio, di integrazione, di occupazione”. L’Europa e l’incubo del terrorismo islamico fanno da sfondo ai commenti della stampa tedesca. Sull’avanzamento dei lavori sulla costituzione europea, così annota Katja Ridderbusch su Die Welt (27/3): “ L’esperienza concreta del terrorismo unisce e seppellisce contrasti astratti. […] L’impegno preso dai capi di Stato e di governo di approvare la costituzione entro il 17 giugno rappresenta una vittoria dell’idea europea sui riflessi nazionali“. “ Il pericolo non viene dall’Est, ma dal Sud del Mediterraneo: dall’Algeria, dal Marocco e dalla Tunisia“, avverte il prof. Michael Wolffsohn, ospitato dal quotidiano. “ Come la maggior parte delle comunità arabe più povere, i tre Paesi arabi più vicini all’Europa sono simili ad una polveriera: esplosione demografica, crisi economica, povertà, insoddisfazione che non può esprimersi liberamente“. Sul settimanale Der Spiegel (29/3), a proposito delle conseguenze dell’uccisione dello sceicco Yassin, Annette Grossbongardt scrive: “ Anziché la distensione tanto desiderata, ora imperversa una lotta furibonda tra Israele e le truppe palestinesi. Ad un anno dall’inizio della guerra in Iraq, con cui gli Usa dicevano di voler aprire la porta ad un nuovo Medio Oriente più pacifico, la situazione sembra più che mai cupa. In tutta la regione si registrano più attentati rispetto a prima“.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1285 N.ro relativo : 25 Data pubblicazione : 02/04/04