Austria: card. Schönborn sull’allargamento” “

Intervenuto a Vienna il 30 marzo in qualità di relatore presso il Mebe (Centro di formazione mitteleuropeo per l’evangelizzazione), il card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca, si è espresso a proposito dell’imminente allargamento dell’Ue come di un’occasione per una “grande iniziativa di riconciliazione tra i popoli europei”. A tale proposito, secondo Schönborn, “il Cristianesimo può mettere a disposizione due principi fondamentali”: “il fatto che l’uomo sia fatto ad immagine e somiglianza di Dio e il comandamento dell’amore”. Esortando a non limitare il processo di riconciliazione ai futuri confini dell’Unione, il cardinale ha evidenziato tre pericoli che minacciano il “principio di costruzione dell’Europa”: “il liberalismo illimitato, un nazionalismo orientato alla regressione e il fanatismo religioso”. Il cardinale ha messo in guardia dalle “tendenze di ri-nazionalizzazione” che individua “sia nei nuovi Paesi membri che in taluni vecchi membri” dell’Unione. “Molteplici”, secondo Schönborn, le cause di questo fenomeno: da un lato la delusione da parte dei cittadini dei nuovi membri, che non si ritengono bene accolti dal resto dell’Unione, dall’altro la riluttanza a cedere “la libertà conquistata faticosamente” al “meccanismo per lo più ancora sconosciuto dell’Unione”. La “rinazionalizzazione” va contrastata per il cardinale con misure atte a garantire “la massima informazione” e a “costruire la fiducia”. Schönborn ha espresso preoccupazione anche per “il crescente fanatismo religioso”: “quanto maggiore e più rapido sarà l’avanzamento del dialogo ecumenico ed interreligioso da parte dei Cristiani”, ha dichiarato, “tanto maggiore e permanente sarà il loro contributo alla riconciliazione tra i Popoli europei”.