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Famiglia, sei obiettivi” “” “

Documento della Comece per una strategia europea della famiglia” “” “

Scommettere sulla famiglia, “culla” dei legami affettivi e dei rapporti tra le generazioni, ma anche ambito per la realizzazione delle persone e per rafforzare lo sviluppo economico e sociale. Il documento intitolato “Una strategia familiare per l’Unione europea”, presentato a fine marzo a Bruxelles nella sede della Comece , Commissione degli episcopati della Comunità europea, (vedi Sir n.21/2004), esordisce con una riflessione di carattere sociologico e politico, che fotografa la realtà familiare oggi, fra calo demografico, condizioni di vita di anziani e minori e problemi delle coppie. Segue l’elenco di sei “obiettivi globali” segnalati ai Venticinque, allo scopo di “coniugare gli sforzi per completare la Strategia di Lisbona con una strategia europea della famiglia”. “Obiettivi globali” e suggerimenti concreti. Tornando ai sei “punti fermi” del documento Comece, è possibile ravvisare indicazioni concrete e perseguibili nei Paesi membri dell’Ue con il sostegno comunitario. Il primo “obiettivo globale” suggerito dai Vescovi europei intende “migliorare l’integrazione delle persone anziane nella società mediante il sostegno alle loro famiglie”. A questo proposito si chiede, fra l’altro, di stabilire in tutti gli Stati aderenti il diritto a un impiego temporaneo part-time alle persone che desiderano occuparsi dei genitori anziani. Il secondo obiettivo è “promuovere regolamenti e politiche più giuste e più favorevoli ai bambini”. In questo caso si invoca la disponibilità di “alloggi sociali” per fornire “alle famiglie numerose abitazioni di misura adeguata a un costo ragionevole”. “Promuovere provvedimenti in materia di matrimonio e di educazione dei minori” è il terzo obiettivo verso cui dirigersi “incoraggiando il matrimonio come punto di partenza di ogni famiglia”, “facendo conoscere e promuovendo le misure di prevenzione del divorzio”, così da smentire la diffusa convinzione che esso sia “la soluzione automatica ai problemi e alle crisi inevitabili all’interno della coppia”. Generazioni diverse “sotto lo stesso tetto”. La Commissione degli episcopati della Comunità europea sottolinea poi l’importanza di “favorire legami più stretti fra le generazioni”, e su questo versante si chiede all’Ue nel suo complesso e ai 25 Stati che la compongono di mettere a disposizione strutture di accoglienza congiunta per persone anziane e ragazzi. Tra gli esempi riportati figurano, in questo caso, la promozione di “partenariati” tra scuole d’infanzia e case di riposo, aiuti giuridici che consentano alle persone della terza età di partecipare all’insegnamento scolastico a titolo volontario, così da trasmettere ai giovani le proprie conoscenze ed esperienze umane e professionali. Interessante anche l’invito a mettere a disposizione “alloggi sociali” per far abitare “diverse generazioni sotto lo stesso tetto”. Il successivo obiettivo riguarda la promozione del sostegno statale alle famiglie che abbiano bisogni particolari, favorendo “buone pratiche” per l’integrazione dei bambini disabili nelle strutture di socializzazione (scuole, campi di vacanze, organizzazioni giovanili). Non meno importante il sesto e ultimo punto, teso a “favorire le associazioni che operano per la tutela della famiglia”, con la condivisione delle esperienze in atto nei diversi paesi e dando voce alle stesse associazioni nei luoghi decisionali dell’Unione. Competenza agli Stati e impegno comune. Gli “obiettivi globali” e le iniziative connesse “sono proposte che possono indubbiamente essere migliorate – si legge nel documento dei vescovi -. Esse offrono argomenti per la discussione e il confronto”. Il documento, che presenta anche un prezioso allegato giuridico con le normative Ue sull’argomento, afferma che “la politica familiare deve rimanere di competenza degli Stati membri. Ma l’urgenza di fare dei progressi nel settore giustifica l’intensificare degli scambi delle buone pratiche e la messa in opera di iniziative comuni, inclusa l’adozione di misure legislative”.