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Fedeli in fuga?” “” “

I numeri dicono che sono in diminuzione ma cattolici e anglicani non sono del tutto d’accordo.” “” “

“Le chiese cristiane nel Regno Unito potrebbero scomparire nel giro di una generazione o due se i fedeli continuano ad andarsene alla velocità di oggi”, parola di “Christian Research” , “Ricerca cristiana”, un’organizzazione evangelica che pubblica ogni tre anni delle statistiche sulle Chiese in Gran Bretagna. Secondo i dati, diffusi in questi giorni, oltre un milione di fedeli cristiani e cattolici, lasceranno le rispettive chiese nel Regno Unito nei prossimi 15 anni. Mentre sarebbero in espansione le chiese minori, le pentecostali, le ortodosse e alcune chiese evangeliche”. In fuga dalla Chiesa cattolica ci sarebbero anche molti giovani. Abbiamo raccolto dei pareri. “Una previsione troppo catastrofica” secondo la Chiesa Cattolica e la Comunione anglicana che nutrono dubbi sull’effettiva consistenza della ricerca anche se non nascondono una reale diminuzione dei fedeli. “Bisognerebbe vedere come sono stati raccolti questi dati”, dice Oliver Wilson responsabile dell’ufficio stampa della Conferenza Episcopale cattolica di Inghilterra e Galles, “Certo se fossero attendibili si tratterebbe di un quadro preoccupante, ma credo che occorrano ricerche più approfondite. Anche altre statistiche segnalano un calo di fedeli cristiani, ma non così drammatico”. Alle cifre di “Christian Research” la “Chiesa di Inghilterra” risponde con altri numeri: “i nostri dati ci danno 1,7 milioni di fedeli al mese e oltre cinque milioni che frequentano con regolarità le chiese cristiane”. Casomai, aggiunge, “è cambiato il modo di partecipare alla liturgia. La messa domenicale é diventata meno importante, ma i fedeli continuano a frequentare la chiesa durante la settimana”. Tra coloro che più facilmente abbandonano la pratica religiosa ci sono i giovani, in particolare cattolici, salvo poi, ritornare “all’ovile’ superata la soglia dei trenta anni. Almeno così la pensa Margaret Archer, cattolica e docente di sociologia all’università di Warwick che spiega: “c’é una differenza sacramentale tra i cattolici e i membri delle altre chiese. I nostri bambini assorbono il messaggio che, grazie al Battesimo, diventano cattolici per una vita e questo ha un impatto su di loro. Sanno che la Chiesa é sempre lì pronta ad accoglierli ed alcuni ritornano. Dipende da noi farli sentire i benvenuti”. Nel suo nuovo libro “At the heart of the world”, “Nel cuore del mondo”, il Primate di Inghilterra e Galles card. Cormac Murphy O’Connor suggerisce che “il declino del cristianesimo nella nostra epoca fa parte della storia più ampia della Chiesa che prevede momenti di morte e altri di Resurrezione. La speranza é che nuovi programmi di rinnovamento cristiano, basati su piccoli gruppi di preghiera, riescano ad arrestare l’emorragia di fedeli”. Evitare la fuga. A confermare l’opinione della sociologa Archer è il “Y Church Report”, il “Rapporto Y sulla Chiesa Cattolica”, (ndr.: dalla lettera che indica, per i sociologi britannici, la generazione tra gli undici e i diciotto anni) che seppure riferisce dati relativi al 2002, resta l’unico sinora redatto in Gran Bretagna sul rapporto Chiesa cattolica e giovani. Avril Baigent, autrice dello studio, commissionato dalla diocesi di Northampton, spiega: “Ho intervistato 330 giovani e, in modo più approfondito, un campione più piccolo di ottanta della diocesi e ho scoperto che hanno una spiritualità molto più ricca di quanto si pensi di solito e sono contenti di pregare e di parlare di Dio e del Paradiso. Da un punto di vista dottrinale sanno poco. Sono incerti su che cosa si intenda per salvezza, peccato e sanno pochissimo anche della figura di Gesù. Per quanto riguarda la Chiesa la giudicano moralistica e fuori moda”. “Ma uno dei risultati più interessanti della ricerca é stato la sottolineatura, da parte dei giovani, della mancanza di gioia nelle chiese. Nessuno sorride, nessuno sembra felice, mi hanno detto gli intervistati. È significativo perché sorridere non costa nulla e tentare di comunicare felicità ai giovani é uno sforzo alla portata di tutti. Di solito si incolpano la famiglia o la scuola se i nostri giovani si allontanano dalla Chiesa, ma nessuno si chiede, in prima persona, che cosa si può fare per evitare questa fuga”.