i 10 del primo maggio (8)" "
Attese e dubbi di un Paese ” “che sogna di "tornare in Europa"” “
Dopo Cipro, Polonia, Malta, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca (cfr. Sir nn.14-15-18-20-22-23-24/2004), stavolta la parola è alla Lituania, che racconta attese e dubbi in vista dell’ingresso nell’Unione europea il 1° maggio. La popolazione lituana è di 3 milioni e 700 mila abitanti, di cui il 72% sono cattolici, il 2,5% ortodossi e l’1,3% protestanti. I cattolici sono ripartiti in 8 diocesi e 676 parrocchie. La cura pastorale è affidata a 14 vescovi, 670 sacerdoti secolari e 104 religiosi. 155 le opere di solidarietà della Chiesa, tra ospedali e istituti di assistenza. Pubblichiamo una riflessione di Irena Vaisvilaite , teologa e docente universitaria. Alla radio ogni mattina… Ogni mattina la radio lituana ricorda ai cittadini quanti giorni mancano all’ingresso nell’Unione europea. L’Europa, per i politici lituani, ma anche per i cittadini, fin dalla ritrovata indipendenza nel ’91 è sempre stata una delle due mete principali. L’altra era l’ingresso nella Nato. In quei giorni si pensava che sarebbe stato più facile diventare membri dell’Ue piuttosto che della Nato. È stato tutto il contrario. Dal 2 aprile la Lituania fa già parte della Nato. Nella corsa verso l’integrazione nell’Unione europea è diventato chiaro che la Nato, per le repubbliche ex-sovietiche, è l’unica via per diventare veramente indipendenti dalle pretese della vicina Russia. Con questa garanzia si può essere molto più sicuri delle possibilità che si aprono con l’allargamento dell’Unione. La recente festa per l’ingresso nella Nato è stata vista come una introduzione ai festeggiamenti del 1° maggio. I politici intanto già si preparano alle prime elezioni del Parlamento europeo. Per il Parlamento lituano c’è ancora molto lavoro: il processo contro il presidente Rolandas Paksas ha rallentato l’approvazione delle leggi, che corrispondono a quelle europee. Nuove possibilità e dubbi. In attesa di questo evento si discute molto sulle nuove possibilità che l’allargamento offre. Produttori e commercianti gia da molto tempo cercano di valutare che tipo di effetti avrà l’apertura doganale verso Ovest, che coinciderà con il cambiamento delle regole sulle confini verso Est. Dalla Bielorussia e dalla enclave Russa nel Kaliningrad la Lituania non soltanto importa le diverse materie prime, ma ha anche degli investimenti nelle industrie dei questi Paesi. Importare certi articoli diventerà più costoso. Dal 1° maggio gli accordi sul commercio e lo scambio, che la Lituania aveva con la Russia, saranno sostituiti con gli accordi che la Russia ha con l’Unione. Questo, di regola, è conveniente per la Lituania, ma la Russia si lamenta per il danno che le porterà l’allargamento ed esige dei compensi. Ricordando lo scontento che la Russia ha dimostrato per l’allargamento della Nato, ci vorrà del tempo per trovare dei nuovi bilanci. Però è ovvio che la Lituania in questo bilancio ci guadagna molto. Nello stesso tempo la comunità commerciale e industriale lituana discute su cosa potrebbe diventare, nell’Unione, il nostro regime economico, molto più liberale di quello europeo. Dovendo fare delle riforme economiche la Lituania ha percorso la strada più radicale, sacrificando molto del suo sistema sociale. Perciò la crescita economica lituana in questi ultimi anni ha superato il 6%, ma il Paese è segnato da grandi tensioni sociali e da disuguaglianze regionali molto forti. Rimane aperta una domanda: entrare nell’Unione aiuterà a risolvere questi problemi senza distruggere i vantaggi creati per la crescita dinamica del Paese? La comunità scientifica ed accademica lituana guarda invece all’allargamento con molta speranza. Si aprono più vaste possibilità di collaborazione con le istituzioni dei Paesi dell’Europa occidentale, ma anche con quelli dell’Europa centrale. Inoltre i programmi dell’Unione rivolti verso i “nuovi vicini” come Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Georgia – danno la possibilità del sostegno dei fondi europei. Gli studenti s’informano sulle nuove possibilità di studio nelle università dell’Unione. Mentre la gente comune, soprattutto chi vive modestamente, è preoccupata per un possibile aumento dei prezzi. Sono passati 14 anni dai giorni in cui la Lituania ha rinnovato la sua indipendenza ed ha dichiarato la sua volontà di “tornare in Europa”. La strada non è stata facile e non è ancora finita, e le restrizioni al movimento libero dei lavoratori dureranno almeno due anni. Per l’allargamento del trattato di Schengen bisogna infatti aspettare fino al 2007. E poi si discute molto sull’euro. I lituani sono stati e sono molto euro-ottimisti. Si vedrà come andranno le cose dopo il 1° maggio…