ecumenismo" "
“L’Europa occidentale e orientale devono cessare di considerarsi estranee”. L’Unione che si sta preparando ad accogliere nuovi Stati membri, ha bisogno di una “testimonianza comune del cristianesimo”. Lo ha detto il Patriarca Bartolomeo I, ricevendo ad Istanbul la delegazione dei vescovi francesi giunti nella capitale turca per partecipare alla commemorazione degli 800 anni della presa di Costantinopoli da parte dei crociati (1204). Accogliendo il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, e mons. Gerard Daucourt, vescovo di Nanterre, il patriarca ha ripercorso gli anni di divisione e il “clima di sfiducia e sospetto” che hanno tenuto lontane le Chiese d’Oriente dalla Chiesa di Roma. In particolare Bartolomeo ha ricordato la via “dell’uniatismo” indicata in passato come via possibile per unire a Roma le chiese ortodosse ma che gli ortodossi hanno sempre “giudicato severamente”. Anche la Chiesa di Roma, “dopo il Concilio Vaticano II ha poi sottolineato il Patriarca – ha riconosciuto che la via dell’unione non passa per l’uniatismo”. Lo sguardo di Costantinopoli è però oggi puntato al futuro e al “perdono” nella consapevolezza ha detto Bartolomeo che “l’unità delle nostre Chiese non deve farsi precipitosamente, ma attraverso il rafforzamento del lavoro del dialogo teologico e le circostanze che ci indicherà la Provvidenza divina”. Molto forte la testimonianza resa dal card. Bararin al Patriarca Bartolomeo a nome della Chiesa cattolica. Il cardinale ha parlato delle “umiliazioni e delle offese” inflitte dai latini e delle “difficoltà” che ancora permangono tra le due Chiese. “Molti sforzi ha aggiunto il cardinale – sono stati compiuti tra ortodossi e cattolici. Sono gesti “umili” ma “profetici” come l’abbraccio di Atenegora I e Paolo VI e le visite reciproche tra la Santa Sede e il Patriarcvato di Costantinopoli per le feste degli apostoli Pietro e Andrea. “Dobbiamo continuare a lavorare in questo senso”, ha concluso Barbarin.