Decine e decine di migliaia sono i visitatori attesi a Treviri, tra il 23 aprile ed il 2 maggio; essi renderanno omaggio alla “santa tunica”, che da secoli è conservata in questa città tedesca. La manifestazione al suo ottavo anniversario è all’insegna del motto “Chi trova me, trova la vita” (dal libro dei proverbi della Bibbia). La reliquia è custodita nel duomo, protetta da una sorta di tenda di vetro, non visibile. I pellegrini che anche quest’anno si recheranno nell’antica città romana, poseranno, in segno di devozione, una mano sul vetro che contiene la singolare reliquia, e ciò non deve essere visto come un “gesto magico”, ripetono sempre gli organizzatori di questa manifestazione. Le pubblicazioni ufficiali affermano che “le vicende della tunica di Cristo costituiscono un tessuto di leggende e tradizioni”: il “panno” è strettamente congiunto con sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, la quale nel IV secolo risiedeva a Treviri. In occasione di un pellegrinaggio a Gerusalemme, la donna avrebbe ricevuto il vestito di Cristo che donò alla Chiesa della sua città. Il primo maggio 1196, l’arcivescovo Giovanni consacrò l’altare del coro orientale della sua cattedrale, murando in esso la tunica di Cristo. Nella città riposano anche i resti dell’apostolo Matteo.