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La speranza si fa strada” “

Allargamento Ue: ” “pellegrinaggio e congresso” “a Santiago de Compostela” “

Sono 300 i pellegrini provenienti da 25 Paesi europei che insieme ai loro vescovi sono partiti il 17 aprile da Madrid per il pellegrinaggio “Sulla strada della speranza” verso Santiago di Compostela, passando per Burgos, Leòn, Ponferrada e altre località. È l’iniziativa organizzata dalla Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea per celebrare l’allargamento dell’Unione europea. Il pellegrinaggio – ogni giorno si camminerà per alcune ore, quindi si svolgerà un servizio ecumenico, una messa e una conferenza di una personalità importante della vita pubblica europea – durerà fino al 21 aprile, giorno in cui si aprirà (fino al 23 aprile), a Santiago de Compostela il congresso intitolato “Unione europea: speranza e responsabilità – letture teologiche del futuro dell’Europa unita”. Al congresso interverranno MICHEL CAMDESSUS , il cardinale ANTONIO M.ROUCO VARELA , PETER SERRACINO INGLOTT , padre NOTKER WOLF . Dal 23 al 24 i vescovi della Comece terranno poi la riunione plenaria di primavera, alla quale per la prima volta parteciperanno anche i delegati dei nuovi Stati membri. I temi della plenaria saranno: la conferenza intergovernamentale sul progetto di trattato costituzionale della Ue, le elezioni per il Parlamento europeo del 10-13 giugno e le negoziazioni sui fondi Ue per il 2007-2013. UN PELLEGRINAGGIO “ECUMENICO”. Un “bentornati in Europa” ai dieci nuovi Paesi che entreranno nella Ue il primo maggio e un invito a lavorare insieme “per costruire una Europa unita di pace, giustizia e solidarietà”: sono questi i contenuti che fanno da sfondo ai passi dei pellegrini. Al pellegrinaggio, partecipano una quarantina di vescovi cattolici e rappresentanti delle Chiese ortodossa, anglicana, luterana, vetero-cattolica e riformata. Alcuni nomi: il vescovo Athanasios de Achaïa, della Chiesa ortodossa greca della Ue; mons. Julián Barrio Barrio, arcivescovo di Santiago de Compostela; il vescovo Carlos López Lozano, Chiesa spagnola riformata episcopale; Erik Vikström, vescovo luterano di Porvoo, Finlandia. Romano Prodi, presidente della Commissione europea, ha inviato un video-messaggio. UNA “CHIESA IN CAMMINO”. Alternando tragitti in bus e a piedi, i 300 pellegrini hanno raggiunto (con tappe giornaliere di 5-10 chilometri) Burgos, Léon e Ponferrada passando per piccoli villaggi, distese immense di campi verdi battuti dal vento freddo dell’oceano, sotto la pioggia e perfino la neve. Anche i vescovi più anziani camminano per chilometri in condizioni climatiche avverse, pregando per “offrire al mondo una Europa ritrovata – ha detto nella bellissima cattedrale gotica di Lèon il vescovo JULIÀN L”PEZ MARTIN, alla guida della diocesi spagnola -. L’Europa deve essere un modello nuovo di unità nella diversità, aperta ad altri continenti, accogliente e solidale. Abbiamo bisogno di percorrere insieme anche il cammino dell’ecumenismo, come prezioso gesto di solidarietà fraterna”. Mons. ADRIANUS VAN LUYN, vescovo di Rotterdam e vicepresidente della Comece, ha indicato, in apertura di pellegrinaggio, alcuni compiti a cui la Chiesa è chiamata per costruire l’Europa di oggi: “dialogare effettivamente con la gente: prima di passare alla catechesi è indispensabile un atteggiamento di ascolto e di sincero interesse per le persone”, soprattutto i giovani; annunciare Cristo; essere “ospite per lo straniero”. Questo compito, in particolare, “non è molto popolare nell’Europa di oggi – ha fatto notare mons. van Luyn -. L’Europa sulla via dell’unificazione pare che stenti alquanto ad accogliere tutti i gruppi etnici dei nuovi Paesi che accedono all’Unione. Inoltre sta ergendo le barricate per bloccare il flusso di rifugiati politici ed economici provenienti da altri continenti”. LA PAROLA AI PELLEGRINI. Cosa vuol dire percorrere a piedi per un mese i 775 chilometri del “camino francès” che dai Pirenei conduce, attraverso villaggi incantati e immense distese di prati verdi e terre aspre, alla cattedrale di Santiago de Compostela? “Il fascino del cammino di Santiago è qualcosa di indecifrabile” prova a spiegare Manuel, cinquantenne spagnolo che si definisce “agnostico”, vive in Olanda ma è già alla sua terza volta con bisaccia e bastone, i simboli tipici dei pellegrini che vanno a Santiago. Sotto i riflessi delle vetrate gotiche della cattedrale di Lèon racconta la stanchezza di queste giornate di marcia iniziate lo scorso 3 aprile, ma ciò che emerge di più è la gioia del cammino, “senza sapere esattamente il perché di questo andare”. È simile il commento di Ian, giovane tedesco di Amburgo, si dice “ateo” ma cammina anche lui per “ritrovare se stesso”. Mentre Natalie, trentenne francese, ha affrontato da sola “el camino de Santiago” con uno zaino di pochi chili, tanto coraggio e “il desiderio di trovare il senso profondo della mia vita”. mons. grab (ccee), “i cristiani non desistano di fronte agli ostacoli”. Un invito ai cristiani europei a “non desistere davanti agli ostacoli” di “ordine politico, economico e culturale che sconcertano e dividono” legati alla costruzione della nuova Europa. Lo ha rivolto oggi mons. Amédée Grab, vescovo di Coira (Svizzera) e presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee, parlando ai 300 pellegrini provenienti da 25 Paesi europei che dal 17 aprile partecipano al pellegrinaggio organizzato dalla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea per celebrare l’allargamento ai 10 nuovi Paesi dell’est. I pellegrini – compresi una quarantina di vescovi e rappresentanti di altre confessioni cristiane – sono arrivati stamattina a Villafranca del Bierzo dove hanno celebrato la consueta messa quotidiana. Cammineranno oggi per l’ultima tappa di otto chilometri da Cebreiro e Padornelo, per arrivare poi in serata a Santiago de Compostela. Qui passeranno attraverso la Porta Santa aperta in occasione dell’Anno santo compostelano (“Xacobeo 2004”) e saranno accolti da mons. Juliàn Barrio Barrio, arcivescovo di Santiago. Nell’omelia di oggi mons. Grab ha richiamato alcuni problemi legati alla costruzione europea, come l’attesa per il Trattato costituzionale europeo e l’inserimento del riferimento al cristianesimo, invitando i cristiani a continuare a “sperare, che non significa aspettare passivamente”. “Le nostre comunità in tutta l’Europa – ha detto – devono essere il prolungamento attualizzato e dinamico della comunità di Gerusalemme. Serve quindi una predicazione forte che risponda alla odierna perdita delle certezze, denunciando le derive morali che le leggi tendono ad ufficializzare (aborto, produzione e distruzione degli embrioni, eutanasia e aiuto al suicidio…) ma anche tutte le minacce che il culto del profitto, l’adorazione del denaro, portano alla giustizia e alla dignità delle persone”. Mons. Grab ha concluso con un auspicio affinché “le nostre Chiese siano luoghi di santità, impegno per i poveri, i malati, gli esclusi e, a partire da questo, luoghi di preghiera, di vita sacramentale, d’accoglienza delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, di virtù coniugali e familiari”. Il pellegrinaggio si concluderà domani mattina con una solenne eucarestia nella cattedrale di Santiago de Compostela che sarà presieduta da mons. Julian Barrio Barrio. Nel pomeriggio si aprirà il congresso europeo. Patrizia Caiffa, inviata Sir a Santiago de Compostela Preghiera ecumenica per i nuovi “dieci” Una cerimonia ecumenica per celebrare l’ingresso dei dieci nuovi stati membri nell’Unione europea avrà luogo nella chiesa dei domenicani a Bruxelles nel pomeriggio del 29 aprile. L’iniziativa è promossa dalla Conferenza delle Chiese europee (Kek) che, fondata nel 1959, riunisce 125 Chiese di tradizione ortodossa, protestante, anglicana e veterocattolica di tutti i Paesi d’Europa, oltre a 40 organizzazioni associate. A pronunciare il sermone, alla presenza di numerosi laici ed ecclesiastici delle diverse tradizioni, il pastore Jean-Arnold de Clermont, presidente Kek.