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L’esempio di Casimiro” “

Il patrono dei giovani lituani, ” “‘un saldo modello di fede’ ” “” “

Repubblica democratica indipendente dall’11 marzo 1990, e dal 2 aprile membro della Nato, la Lituania è l’unico a maggioranza cattolica tra gli Stati baltici. Nel 1387 il re Jogaila promulgò il decreto di fondazione della diocesi di Vilnius e diede inizio ad una sistematica campagna di battesimi tra la popolazione. Quando nel XIX secolo la maggior parte della Lituania venne incorporata dalla Russia zarista, la Chiesa cattolica seppe resistere ai tentativi di russificazione e di conversioni forzate all’ortodossia. Ristabilita l’indipendenza nel 1918, venne creata nel 1926 la Provincia ecclesiastica di Lituania. Oggetto di dure persecuzioni durante il regime sovietico, dal 1990 la Chiesa cattolica ha conosciuto una nuova fioritura. Oggi, su una popolazione di 3 milioni e 490mila abitanti, i cattolici sono 2 milioni e 880mila, ripartiti in 8 circoscrizioni ecclesiastiche e 677 parrocchie. Le relazioni diplomatiche tra la repubblica di Lituania e la Santa Sede sono state ripristinate nel 1991, e dal 1992 risiede a Vilnius il nunzio apostolico dei tre Stati baltici (oltre a Lituania, anche Estonia e Lettonia). Nelle scorse settimane si è aperto l’anno giubilare di San Casimiro, patrono del Paese e “speciale patrono dei giovani”, figlio del re di Polonia e Lituania, morto non ancora ventiseienne nel 1484, al quale l’arcivescovo di Vilnius, card. Audrys J. Backis, ha invitato a guardare come a un saldo modello di fede di fronte “agli spazi che si vanno aprendo nell’Unione europea” e “che potrebbero suggerire nuove vie che allontanano da Cristo”. Molti i timori e le attese della popolazione lituana alla vigilia dell’ingresso nell’Unione europea: di questi e della situazione del Paese abbiamo parlato con don VIRGINIUS VEILENTAS , responsabile del programma lituano della Radio Vaticana. (Precedente servizio su Sir n.27 del 7 aprile 2004). “Un processo certamente delicato, quello dell’adesione, soprattutto perché la procedura di impeachment nei confronti del presidente Rolandas Paksas, accusato di corruzione e legami con la mafia russa, ci costringe a entrare nell’Unione europea con questo peso. Tuttavia – prosegue don Virginius -, nonostante la popolazione sia davvero preoccupata per la crisi politica, viene da molti sottolineano che l’avvio dell’ impeachment è un segnale dell’evoluzione in senso democratico del Paese. Al riguardo, nelle scorse settimane il vescovo di Panevežys, mons. Jonas Kauneckas, ha rivolto un appello ai fedeli invitandoli alla preghiera per invocare l’aiuto di Dio in questo momento di crisi e ristabilire la pace all’interno del Paese. La Chiesa cattolica lituana, del resto, non è mai rimasta a guardare”. “Circa l’ingresso del Paese nell’Ue – continua il sacerdote – l’anno scorso i vescovi hanno scritto una lettera pastorale illustrando tutti i rischi che avrebbe corso la Lituania votando contro il referendum di adesione. Un appello cui hanno guardato anche i politici, e al quale la popolazione (l’80% dei tre milioni e mezzo di abitanti è cattolico) ha risposto positivamente (la consultazione si è svolta l’11 maggio 2003, ndr.). La Lituania ha riconquistato 14 anni fa la propria indipendenza, e l’ingresso nell’Unione avvalorerebbe ulteriormente tale acquisizione. Come gli altri Paesi dell’Est che entreranno il 1° maggio, anche noi, del resto, ci siamo sempre sentiti parte dell’Europa”. Quali benefici porterà alla Lituania l’adesione all’Ue? Per don Virginius “uno dei maggiori sarà quello della sicurezza. Il nodo dell’enclave russa di Kaliningrad sembrava insolubile; invece quando Bruxelles ha espresso al riguardo la propria opinione i problemi di transito si sono risolti in una settimana. Un episodio che fa percepire concretamente quanto il divenire membri Ue sia importante per i rapporti internazionali e la sicurezza del Paese”. “La gente – conclude – intravede nell’ingresso nell’Ue anche prospettive di crescita economica e di innalzamento del tenore di vita; più in generale di progresso. La crescita economica interna è stata nell’ultimo anno tra le più alte al mondo; vi è la speranza di raggiungere i Paesi dell’Occidente europeo. Con lucido realismo la popolazione si rende conto che la situazione geopolitica della Lituania non consente alternative: il rimanere al di fuori dell’Ue condannerebbe il Paese a ‘fare compagnia’ alla Bielorussia considerata uno Stato di grande arretratezza e sottosviluppo”.