L’Unione europea e gli Stati Acp (Africa, Caraibi e Pacifico) si schierano a difesa dei bambini che, in diversi paesi, vengono obbligati all’uso delle armi e utilizzati in azioni belliche. È Vitaliano Gemelli, presidente della Commissione per le petizioni del Parlamento di Strasburgo, a illustrare al SIR il contenuto del “Rapporto sui diritti dei bambini e dei bambini soldato”, del quale è stato co-relatore, assieme al collega ugandese Ephraim Kamuntu, dinanzi all’Assemblea parlamentare paritetica Acp-Ue. Il rapporto, approvato alla unanimità a ottobre, viene ora diffuso tra le istituzioni europee e sottoposto alla ratifica da parte dei Parlamenti di tutti gli Stati Acp, “al fine – chiarisce Gemelli – di ottenere una larghissima sensibilizzazione politica e culturale”. Si tratta, aggiunge, di “un rapporto congiunto, voluto per dimostrare che è necessario affrontare insieme la difesa dei diritti dei bambini, che hanno problemi diversi, ma sono accomunati dalla stessa debolezza di rappresentanza istituzionale. Non abbiamo evidenziato nessuna denuncia di violazioni, ma abbiamo richiamato tutte le convenzioni cui gli Stati si sono obbligati e abbiamo dichiarato il crimine contro i bambini, ‘crimine contro l’umanità’ e lo abbiamo posto sotto la giurisdizione del Tribunale penale internazionale, qualora gli Stati non perseguano gli autori dei crimini contro i minori”. Nel documento si richiede inoltre la tracciabilità delle armi leggere che vengono commercializzate “per avere la possibilità di individuare i traffici illeciti di tali partite”. Ogni anno l’Assemblea paritetica Acp-Ue dovrà redigere un testo per verificare l’implementazione delle legislazioni degli Stati e l’applicazione di tale rapporto per interrompere per sempre la tragica realtà dei bambini-soldato.