Una missione ecumenica per portare il Vangelo negli “shopping center” e nei negozi scozzesi: è l’idea che la Chiesa cattolica di Scozia porta avanti da un anno attraverso la “Scottish churches industrial mission”, che coinvolge sei Chiese di diverse denominazioni cristiane (dieci persone in tutto) con due obiettivi precisi: raggiungere le persone che lavorano e frequentano i negozi e i grandi magazzini (in Scozia in una settimana si stima un giro di 330.000 persone e migliaia di impiegati) e incoraggiare le diverse Chiese cristiane a lavorare insieme. Racconta la sua esperienza di “city centre chaplain”, ossia di cappellano molto originale, Cate Adams, giovane cattolica di Aberdeen, una dei 300 pellegrini provenienti da 25 Paesi europei che in questi giorni partecipano al pellegrinaggio organizzato dalla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. “Non è una missione facile – spiega Cate – ma la vivo come un privilegio perché mi permette di incontrare tanta gente e di condividere un pò delle loro vite. Da europea è bello vedere come sia possibile lavorare insieme alle altre Chiese cristiane”. Cate entra nei negozi e chiede semplicemente alle persone “come state?”. “Parliamo del tempo, della famiglia, del lavoro. Lascio una newsletter e solo se qualcuno mi chiede di poter venire in chiesa parlo più apertamente e lo invito alle nostre iniziative”. Tra i delegati di altre Chiese presenti al pellegrinaggio, anche il vescovo Athanasios d’Achaia, rappresentante della Chiesa ortodossa presso l’Unione europea, che ricorda la “comune fede nel profondo del cuore, anche se veniamo da Paesi diversi”. L’archimandrita Spyridon-Stavros Katramados, segretario del Sinodo della Chiesa greco incaricato per l’Europa, vive questi giorni di cammino “per conoscere i diversi appartenenti alla stessa famiglia”.