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Il bene comune europeo” “

L’appello dei vescovi di Inghilterra e Galles all’Europa a favore dei più deboli” “” “

Un invito ai cattolici a partecipare alle prossime elezioni europee del 10-13 giugno perché il loro voto aiuti a costruire una Europa della solidarietà arriva dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles che ha concluso alla fine di aprile la propria assemblea di primavera. Nella nota “Il bene comune europeo”, diffusa a conclusione dell’incontro, i Vescovi hanno ricordato che l’Unione europea dovrebbe andare oltre il mercato economico unico verso un’unione dello spirito che promuova il bene morale di tutti gli europei. Un’europa solidale… “Benché limitata – scrivono i vescovi – l’Unione europea è stata una fonte importante per la promozione della pace e della prosperità. Perché l’allargamento funzioni i membri ricchi dell’Unione devono dimostrare generosità e visione necessarie a generare vera solidarietà con i nuovi Paesi membri. Questo è stato fatto in passato quando fondi europei hanno aiutato Irlanda e Portogallo a sviluppare le loro economie. I nuovi membri hanno diritto a un simile aiuto”. Secondo i Vescovi l’arrivo dei dieci nuovi membri nell’Unione “porta a termine la divisione europea emersa dopo la seconda guerra mondiale. È stato soltanto con la fine del comunismo in Europa centrale e orientale che i legami politici, economici e culturali che uniscono da sempre l’Europa sono stati rinnovati. Sono quei ‘due polmoni europei’ che, secondo le parole usate dal Papa, l’allargamento europeo ha riunito”. L’allargamento è dunque “un avvenimento unico”, che “offre l’opportunità di celebrare la ricchezza culturale e la diversità dell’Europa e di riflettere su come essa può aiutare a sviluppare il bene comune di tutti gli europei”. …Basata sul rispetto della dignità umana. Citando le parole del Papa in “Ecclesia in Europa” i Vescovi ribadiscono la necessità che l’Unione europea diventi sempre più “una comunità di valori basata sul rispetto della dignità della persona umana e della famiglia, dove la vita umana viene rispettata dal momento del suo concepimento”. Purtroppo non è questa la storia d’Europa come dimostrano le guerre, il totalitarismo e, in tempi più recenti, il conflitto nei Balcani ed in Kossovo. Nel capitolo “Le sfide dell’allargamento” della nota i Vescovi ammettono che nel Regno Unito il futuro dell’Unione Europea “è stato un tema molto controverso. Non spetta alla Conferenza episcopale – dicono – indicare una particolare posizione alla comunità cattolica su temi controversi come l’unione monetaria. Tuttavia ci sono temi politici di rilevanza pubblica che meritano un’attenta analisi”. Tra questi “l’aiuto ai Paesi del Terzo Mondo, l’impegno a dimezzare la povertà globale entro il 2015, l’accettazione di immigranti e rifugiati politici e il riconoscimento di giudaismo e Islam come importanti fonti della cultura europea. Obbiettivi che saranno raggiungibili soltanto se le istituzioni europee riusciranno a ridurre la distanza dai cittadini d’Europa”. Elezioni e Terra Santa. Tra gli altri temi trattati dai Vescovi durante la loro assemblea le elezioni locali del dieci giugno e il conflitto in Terra Santa. I vescovi ricordano ai cittadini britannici che, “recandosi alle urne, dovranno ricordarsi che viviamo in un mondo dove tensioni religiose e etniche minacciano la pace di comunità locali e intere regioni” e che non vanno sostenuti “candidati e partiti che alimentano queste divisioni”. Per la Terra Santa sottolineano che “un ritorno ai negoziati e al primato della legge internazionale è di vitale importanza e che il tragico impasse di oggi deve essere risolto con giustizia e senza l’uso della forza”. “Negativo” per i Vescovi il recente incontro tra il presidente Usa Bush e il primo Ministro israeliano Sharon perché “ha sostenuto l’esistenza degli insediamenti in Cisgiordania contrari alla legge internazionale. Una soluzione con due stati concordata tra Israele e l’Autorità nazionale Palestinese con confini decisi a livello internazionale che permettano l’esistenza di uno stato palestinese é l’unica via verso il futuro. Per questo occorre riprendere la Road map”.