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A Stoccarda incontro con oltre 2000 responsabili di movimenti e comunità” “” “
Con il lancio di 150 palloncini gialli e bianchi come “segno di comunità e movimenti cristiani molto diversi tra loro ma anche come simbolo di gioia per l’avvio di un incontro unico nella storia” è iniziato giovedì 6 maggio nella Lieder-halle di Stoccarda il convegno “Insieme, per condividere ricchezze spirituali”. Sono presenti oltre 2000 responsabili di movimenti e comunità cristiane, evangelici, ortodossi e cattolici, di tutti i Paesi europei. Ci sono Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, Andrea Riccardi fondatore della Comunità di Sant’Egidio e membri del movimento di Schoenstatt e del Rinnovamento dello Spirito cattolico ed evangelico. Partecipano per la prima volta insieme comunità e fraternità di diverse confessioni cristiane, movimenti carismatici e centri pastorali. TAVOLE ROTONDE E FORUM TEMATICI. Il convegno alternerà momenti di incontro in sala con lavori di gruppo, tavole rotonde e 32 forum tematici alla cui preparazione hanno lavorato nei mesi precedenti circa 200 collaboratori. Si parlerà di impegno politico e impegno per la pace; di servizio ai poveri; di “unità contestata e molteplicità riconciliata” e del ruolo del cristianesimo nel processo di unificazione dell’Europa. Il convegno è in preparazione alla manifestazione internazionale “Insieme per l’Europa” che si terrà sempre qui a Stoccarda sabato 8 maggio con una partecipazione di circa 10 mila persone. All’evento parteciperanno anche Romano Prodi, presidente della Commissione europea, il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e il vescovo della Chiesa evangelico-luterana della Baviera, Johannes Friderich. UN “ECUMENISMO DEI CUORI”. “L’iniziativa di Stoccarda – ha spiegato GERHARD PROSS, a nome del Comitato promotore – nasce dall’incontro di due grandi fiumi: da una parte il Consiglio dei responsabili dei movimenti e delle comunità evengelici che dal 1969 riunisce in Germania 120 realtà; dall’altra l’incontro di Pentecoste ’98 durante il quale il Papa ha invitato i movimenti cattolici a collaborare insieme”. “È davvero un momento di grazia particolare – ha aggiunto Pross – perché Dio ci ha chiamato a lavorare insieme ed è un momento di grazia particolare anche per l’ecumenismo dei cuori. Si apre davanti a noi una prospettiva immensa. Siamo di molte nazioni, lingue e culture diverse ma in questi giorni abbiamo sperimentato il miracolo dell’unità, abbiamo visto che le barriere possono cadere e le ferite possono guarire. Con questo non vogliamo dire che non ci sono le divisioni. Siamo qui anche per pregare insieme Dio e per chiedere a lui di farci uno perché il mondo creda che siamo figli suoi”. “Tutti noi – ha detto FRIEDERICH ASCHOFF, leader del Movimento carismatico evangelico – viviamo il dolore della divisione tra le nostre Chiese. Ma se siamo qui è perché abbiamo lavorato per trovare una strada comune, la strada dell’amore e della fraternità, su cui procedere insieme”. Ha parole di speranza per il futuro dell’ecumenismo in Europa anche HELMUT NICKLAS, direttore dell’Ymca (associazione tedesca di giovani protestanti). “Lo Spirito Santo – ha detto – parla sotto voce ma ha una forza molto potente per unire il popolo di Dio”. Nella sua predicazione, il pastore protestante THOMAS ROMER ha parlato di mettersi al “servizio della dignità dell’uomo” in tutti i luoghi in cui questa viene ferita e dell’ “assenza di Dio” che si avverte nella cultura europea. L’UNITÀ, “UN SEGNO DEI TEMPI”. Nonostante le guerre e il terrorismo, l’unità “è un segno dei tempi”. E lo è soprattutto per i cristiani che sono chiamati a dare insieme una “testimonianza cristiana al mondo, ed in particolare in Europa”. È in sintesi l’intervento di CHIARA LUBICH, fondatrice e presidente del Movimento dei focolari, al convegno di Stoccarda. “Nonostante nel nostro pianeta – ha detto – oggi continuino a persistere guerre, violenze, tensioni ed imperversi il terrorismo, non possiamo non affermare che si va verso l’unità. È un segno dei tempi. Lo dice, nel mondo spirituale e religioso, la spinta che le Chiese avvertono verso la piena e visibile unità, dopo secoli di indifferentismo e di lotta”. “Nel mondo politico – ha aggiunto – lo dicono gli Stati europei che si sono uniti, come altri in Africa ed in America Latina; lo dicono le organizzazioni internazionali, come l’Onu. In modo analogo avviene tra i movimenti. Anch’essi sono chiamati alla comunione”. Lubich ripercorre il cammino che ha portato i movimenti cattolici a collaborare tra loro e ad aprirsi ai movimenti di altre chiese. “E quale il frutto di tutto questo cammino? Grande e imprevisto”, ha risposto, aggiungendo che la manifestazione internazionale “Insieme per l’Europa” che si terrà sabato 8 maggio, è uno degli “effetti” che è scaturito da questa nuova collaborazione. “Sono certa – ha concluso – che se Cristo sarà fra noi perché ci amiamo, la nostra comune testimonianza cristiana al mondo, ed in particolare in Europa, risplenderà di particolare bellezza, di grande attrattiva, d’una nuova forza e potenza. Di conseguenza si concorrerà a fare anche il mondo civile migliore: una città terrena più in armonia con la città celeste”. servizio a cura di Chiara Biagioni inviata Sir a Stoccarda