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Politica è passione e ragione” “

Raccolto un milione di firme per le "radici cristiane" nella Costituzione” “” “

Dopo aver dato il benvenuto a 162 deputati dei 10 nuovi Paesi aderenti e aver accolto i 10 commissari appena nominati nell’Esecutivo di Bruxelles, il Parlamento europeo ha terminato mercoledì 5 maggio i lavori della legislatura 1999-2004. Le elezioni del 10-13 giugno, che si terranno contemporaneamente nei 25 Stati dell’Ue, rinnoveranno l’emiciclo, che si ritroverà per la prima seduta plenaria a Strasburgo a fine luglio. L’Assemblea in questi cinque anni ha concluso 403 procedure di codecisione e 86 conciliazioni, con un aumento dell’attività legislativa del 250% rispetto alla legislatura precedente. Fondamentale, inoltre, il ruolo dell’Aula in materia di bilancio. il Parlamento europeo, “voce dei cittadini”. “Il messaggio-chiave di questa legislatura – ha affermato il presidente dell’Assemblea, l’irlandese Pat Cox – è che il Parlamento è un partner politico autorevole del Consiglio e della Commissione e si conferma voce dei 450 milioni di cittadini europei”. Lo stesso Cox si è speso in questi anni per far conoscere le attività svolte dal Parlamento attraverso conferenze, discorsi e mediante gli strumenti di comunicazione sociale: “Tuttavia – ha aggiunto – non vi sono pubbliche relazioni o campagne di informazione che possano sostituire la vera politica fondata sulla convinzione, sulla passione e sulla ragione”. Durante la seduta è intervenuto il presidente della Commissione, l’italiano Romano Prodi, per presentare i dieci commissari nominati dai nuovi “soci” dell’Ue e per ribadire che “l’allargamento è stata una tappa fondamentale nel percorso di integrazione, ma ora occorre dare una Costituzione a questa grande Europa”. A proposito della Carta fondamentale dell’Unione, Prodi resta favorevole a un inserimento delle radici giudaico-cristiane nel preambolo del testo. Dal canto suo il premier irlandese Bertie Ahern, presidente di turno Ue, ha però affermato nei giorni scorsi di considerare “chiusa la partita”, non riscontrandosi una piena convergenza dei Paesi membri. Un milione di firme a favore delle “radici cristiane”. A questo proposito, durante la sessione di Strasburgo, una delegazione di oltre cento associazioni e organizzazioni non governative dei Venticinque, ha consegnato alla presidenza dell’Ue una cassa contenente la modulistica con oltre un milione di firme di cittadini che lanciano un appello per il richiamo dell’eredità cristiana nella Costituzione. “Il tutto è nato nel mio paese a partire dal dicembre 2002 – spiega al Sir Marie-Claire Bonavia, maltese -. Volevamo far sentire la voce dei cittadini sul Trattato costituzionale e ci stava a cuore l’idea di un riconoscimento dell’eredità cristiana che ha segnato la storia del continente. Abbiamo lavorato con piccoli gruppi, sindacati, movimenti ecclesiali e di volontariato”. La Bonavia aggiunge: “Nel progetto della Carta si assegna ai cittadini il potere di iniziativa legislativa. È ciò che abbiamo inteso fare con queste organizzazioni che rappresentano 50 milioni di europei. Abbiamo coinvolto tante persone, affinché la nuova Europa fosse più partecipata e non trascurasse le sue origini”. Fra le numerose sigle coinvolte figurano Acli (Italia), Associazione famiglie cattoliche (Polonia), A.O. St. Georg (Austria), Cisl (Italia), Fédération Familles-Medias (Francia), Forum Krest’anskych (Slovacchia), Icpe Mission (presente in Germania e in altre nazioni), Médecins pour le respect de la vie (Francia), Movimento per la vita (Italia), Pro life (Lettonia). L’identità del continente, la laicità delle istituzioni. “Abbiamo subito aderito all’iniziativa – chiarisce Luigi Bobba, presidente nazionale delle Associazioni cristiane lavoratori italiani (Acli) – perché una Unione così ampia ha bisogno di valorizzare le proprie radici. Io credo che l’allargamento sia una grande conquista, ma a maggior ragione oggi occorre conoscere la storia dell’Europa e scoprirne l’identità più profonda”. Bobba non manca di ricordare la necessità di preservare la laicità delle istituzioni politiche comuni e aggiunge: “Credo necessario inserire nel Trattato costituzionale anche un chiaro riferimento al valore della pace”. Elizabeth Monfort, eurodeputata francese, afferma che la petizione chiede il riferimento esplicito alle radici giudaico-cristiane dell’Europa e non una “invocazione a Dio” come quella contenuta in alcune costituzioni nazionali, in particolare quella polacca. Monfort precisa quindi che la menzione delle radici cristiane nel preambolo “non sarebbe assolutamente un’ipoteca contro il partenariato o l’adesione della Turchia”. Lojze Peterle, sloveno, si dice invece “sorpreso” della virulenza della polemica ideologica sulla questione. “Vengo da un Paese dal passato comunista, e qui a volte mi sembra di sentire il linguaggio del passato”, osserva riferendosi alle posizioni che si oppongono alla citazione del retaggio cristiano. Gianni Borsa inviato Sir a Bruxelles