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Il messaggio finale dell’incontro dei movimenti europei a Stoccarda” “
“L’Europa ha bisogno dell’impegno e dell’entusiasmo dei cristiani”. Lo ha scritto Giovanni Paolo II nel messaggio inviato alla manifestazione internazionale che si è svolta sabato 8 maggio a Stoccarda sul tema “Insieme per l’Europa”. Oltre 10 mila persone di 175 Movimenti e Comunità cattoliche, evangeliche, ortodosse e anglicane, hanno riempito il Palasport Hanns Martin Schleyer. Erano presenti anche numerose personalità religiose (55 vescovi di differenti chiese) e politiche (una trentina di parlamentari europei). Cori, balletti classici, coreografie. La manifestazione che è stato seguita simultaneamente via satellite in oltre 160 città europee – ha alternato momenti artistici a scambi di riflessioni ed esperienze. Ne è emersa una “sinfonia” di voci (questo il titolo di un balletto presentato dalla compagnia di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu) che nella diversità di stili ha dato una testimonianza comune di impegno cristiano nel continente. “I cristiani di molti movimenti spirituali radunati a Stoccarda ha scritto il Papa danno conferma che il Vangelo li ha portati a superare nazionalismi egoistici e a vedere l’Europa come famiglia di popoli, ricca di varietà culturali e di esperienze storiche, allo stesso tempo accomunata dallo stesso destino. L’Europa di domani ha bisogno di questa coscienza per partecipare ai grandi eventi a cui la storia la chiama”. Il messaggio finale. La manifestazione di Stoccarda si è conclusa con la lettura, in più lingue, di un messaggio comune che è stato detto “non vuole essere una semplice affermazione di intenti, ma la testimonianza di ciò che tra noi, pur in modo incipiente, è già realtà”. “L’Europa si legge nel messaggio è giunta ad un momento decisivo per la sua esistenza e per il suo progetto futuro: non può infatti limitarsi ad essere un mercato o un’unione per la sicurezza dei suoi cittadini. Si avverte che un soffio dell’amore di Dio su tutti i suoi popoli spinge l’Europa ad essere molto di più”. La storia prosegue il messaggio ha insegnato “l’amara verità che, senza riferimento a valori profondi, l’uomo viene sradicato dalla sua umanità e si rivela capace dei peggiori mali”. Nell’ultimo secolo, due guerre mondiali, i lager, i gulag e, in modo particolare la Shoah. “E ora emarginazioni, ingiustizie, sfruttamenti e la piaga del terrorismo reclamano una soluzione”. L’impegno dei cristiani è volto alla affermazione di “un’Europa riconciliata”, dove i suoi popoli sono uniti in una “fraternità universale” che è sinonimo di “condivisione di beni e risorse”, “apertura a quanti sono portatori di altre culture e tradizioni religiose; amore solidale con i deboli e i poveri nelle nostre città”. Attraverso questa fraternità vissuta si legge nel messaggio l’Europa diventa essa stessa messaggio di pace; una pace attiva, che si costruisce nel quotidiano, sulla base del perdono dato e richiesto. Una pace che vuole costruire ponti tra i popoli, globalizzando la solidarietà e la giustizia”. Una fraternità universale in Europa. “Formare nel mondo, lì dove siamo, brani di fraternità universale sempre più estesi”. È il compito che si sono dati i cristiani a Stoccarda. Ma come fare? “Lo strumento che Gesù ci ha offerto per realizzare questa fraternità universale ha spiegato Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari è l’amore: un amore grande, un amore nuovo, diverso da quello che abitualmente conosciamo”. È un amore che “esige che si ami tutti”, “anche il nemico e che lo si perdoni qualora ci avesse fatto del male”. “Non è poi un amore platonico, sentimentale, a parole, è un amore concreto. Esige che si scenda ai fatti”, che si prenda cura delle “nuove povertà che conosce oggi l’Europa. Pensiamo all’emarginazione dei disabili per degli ammalati, al traffico delle donne costrette a prostituirsi, ai barboni, alle ragazze madri… Gesù in ognuno di loro aspetta il nostro amore concreto e fattivo!”. L’Europa ha bisogno di Cristo. “Se vuole avere un futuro ha detto Ulrich Parzany, segretario generale dell’associazione nazionale tedesca dell’Ymca l’Europa ha bisogno di Gesù Cristo crocefisso e risorto”. “Deploro il fatto aggiunge Parzany che Dio non abbia trovato posto neanche nel preambolo della costituzione europea e che, al suo posto, sia stato elevato a unità di misura il valore della ragione. Se la ragione umana non ascolta la voce del suo creatore, il Dio santo e misericordioso, finirà col diventare, col suo sistema autocratico e con la sua arroganza, strumento di distruzione dell’uomo e della società umana”. Cuori, invece, aperti al Vangelo ha detto Andrea Riccardi della Comunità di Sant’Egidio – vogliono che “l’Europa unita e quella dello spirito parli di pace al mondo. L’Europa dello spirito non ha frontiere ed è legata a tutti, ma soprattutto ai sofferenti per la guerra, madre di tutte le povertà”. Maria Chiara Biagioni inviata Sir a Stoccarda