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Terrorismo, radici cristiane e istruzione, sono questi alcuni dei temi trattati da ‘Europe infos'” “” “
La lotta al terrorismo internazionale potrebbe condurre ad “un dilemma tra libertà e sicurezza”, la cui soluzione “si colloca in un delicato equilibrio che, in una società democratica, deve essere il frutto di un ampio dibattito pubblico”. Ad affermarlo, nell’editoriale del numero di aprile di “Europe infos”, mensile della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) e dell’Ufficio cattolico di informazione e d’iniziativa per l’Europa (Ocipe), NOËL TREANOR, segretario generale Comece e direttore della rivista, insieme al caporedattore JAN KERKHOFS . Diversi i temi trattati nella rivista: ne presentiamo alcuni. Dopo Madrid. Dopo gli attentati del 12 marzo a Madrid “occorre rallegrarsi per la decisione dei governi dell’Unione europea di collaborare più strettamente nel quadro della lotta al terrorismo si legge nell’editoriale -. La nomina di Gijs de Vries a coordinatore della politica degli Stati membri in materia e il sostegno dei dirigenti europei ad una ‘clausola di solidarietà’ nel progetto di Costituzione dovrebbe condurre ad una risposta più efficace al terrorismo”, ma, si interrogano i due giornalisti, “che cosa dovrebbe guidare tale risposta?”. La violenza del terrorismo genera due possibili atteggiamenti: “la sfida a ristabilire la normalità, a non lasciare credere ai terroristi di avere vinto” oppure “l’atteggiamento difensivo” che “conduce al dilemma tra libertà e sicurezza”. “Dobbiamo accettare in spirito di solidarietà che sia necessario aumentare il livello di sicurezza è la conclusione dell’editoriale – ma non varrà la pena proteggere i nostri valori definiti nel progetto di Costituzione europea come ‘valori di rispetto della dignità umana, di libertà, di democrazia, d’uguaglianza, dello Stato di diritto, così come di rispetto dei diritti dell’uomo se non saremo noi stessi in grado di difenderli di persona, anche nei momenti di maggiore prova”. COSTITUZIONE EUROPEA E RADICI CRISTIANE. “I dirigenti dell’Unione hanno stabilito il 17 giugno 2004 data del prossimo vertice ordinario come data limite per concludere la Conferenza intergovernativa (Cig) sul progetto di Costituzione europea” afferma JOHN COUGHLAN, dell’ufficio stampa Comece. Ricordando che Bertie Ahern, primo ministro irlandese e presidente di turno del Consiglio europeo, ha annunciato la disponibilità di tutti gli Stati membri, emersa nell’ultimo vertice di Bruxelles (25-26 marzo), ad accettare qualche compromesso, Coughlan sottolinea l’importanza che “alla ripresa dei negoziati sul progetto di Trattato”, quando “verrà riaperto il dibattito sul riferimento esplicito alle radici cristiane dell’Europa da inserire nel Preambolo”, i responsabili europei, “nello sforzo di trovare una formula di Costituzione appropriata ai 450 milioni di cittadini” dell’Unione, “tengano conto non solo del patrimonio comune del continente, ma anche della diversità delle tradizioni costituzionali dei diversi Paesi membri”. Tranne il Regno Unito, tutti gli Stati membri dispongono di una costituzione scritta; tredici di esse hanno un preambolo; solo la costituzione polacca cita esplicitamente il retaggio cristiano, ma molte altre contengono riferimenti, con diverse sfumature, alla fede cristiana o, più genericamente, alla tradizione religiosa. Secondo Coughlan, il nodo cruciale sta proprio nel definire “il tipo di riferimento: quale ‘tradizione’ richiamare nel Preambolo?”. PROGRAMMA INTEGRATO DI FORMAZIONE. Due recenti iniziative della Commissione europea lasciano intravedere le linee guida della futura politica dell’Unione in materia di istruzione; un ambito nel quale quest’ultima non può agire se non in modo complementare rispetto alle politiche nazionali. Nonostante ai programmi “Giovani”, “Socrate” e “Leonardo”, “venga destinato solo lo 0,5% del budget comunitario annota GEORG DÜCHS il cammino verso lo ‘spazio di istruzione europeo’ sembra ben delineato: grazie al processo di Bologna e di Copenaghen, l’insegnamento superiore e la formazione professionale dovrebbero divenire più coerenti e comparabili in seno all’Europa”. “Formazione permanente” e “educazione alla cittadinanza”: sono i due cardini su cui ruotano le recenti proposte della Commissione che intende ristrutturare i suddetti programmi di scambio e istruzione, oltre ad “Erasmus” ed “Europass”, “riunendoli in un programma integrato spiega Düchs volto a promuovere scuola, insegnamento superiore, formazione professionale e formazione degli adulti”. Obiettivo, la partecipazione agli scambi di almeno il 10% degli studenti: “ci si attende che da qui al 2010, tre milioni di giovani abbiano beneficiato di ‘Erasmus'”. Cooperazione europea tra gli organismi nazionali e promozione della mobilità, sono ulteriori tratti del programma integrato. Poiché “in Europa le Chiese investono ovunque sull’istruzione, sui giovani, sui media e sulla cultura, e il carattere delle Chiese è intrinsecamente transnazionale conclude Düchs -, questa cooperazione transfrontaliera dovrebbe rivestire particolare interesse per le istituzioni ecclesiastiche; una cooperazione che i nuovi programmi dell’Unione sono in grado di sostenere efficacemente”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1295 N.ro relativo : 35 Data pubblicazione : 12/05/04