“Mantenere vivo il ricordo delle vittime, condividere la sofferenza e celebrare la speranza”. Ecco l’obiettivo del “Treno per la vita” che domenica 9 maggio è partito dalla stazione di Atocha, dove l’11 marzo morirono 200 persone e 1000 furono ferite nell’attentato terroristico più crudele della storia recente spagnola, fino ad Alcali di Henares, cittadina da dove era partito il convoglio della tragedia. Tutti i partecipanti all’evento di ricordo delle vittime che sono salite sul treno hanno comprato il biglietto, “come fecero tutte le vittime” .Tre convogli di pace pieni di rappresentanti di tutte le comunità religiose di Madrid hanno fatto il percorso da Atocha fino ad Alcalá di Henares come segno di pace e si sono augurati “un futuro interreligioso, interetnico ed interrazziale”. Tra le vittime dell’11-M ci sono persone di diverse tradizioni religiose e di vari paesi, specialmente cattolici, ortodossi e musulmani. La piattaforma per il Dialogo Interreligioso organizzò l’evento: prima si viaggiò in treno, ed dopo si fecce un atto interreligioso all’Università di Alcalá di Henares, una delle più antiche di Spagna. Ogni tradizione religiosa lessi un brano sacro, sottolineando l’impegno di ogni religione per la pace. Un migliaio di cittadini si sono riuniti per l’occasione. “Crediamo sia necessario svincolare gli atti terroristici in generale, ed specialmente quelli dell’11-M, dalle religioni”, sostengono i membri della Piataforma per il Dialogo Interreligioso. “Il terrorismo non ha nulla a vedere con i principi delle religioni, ed non ci sarà pace nel mondo senza pace tra le religioni”, aggiungono. I rappresentanti dell’islam furono tanti, tra essi, gli imam delle tre grandi moschee di Madrid.