Due le novità principali: la presenza di un secondo vice-presidente e nuove regole per la rappresentazione dei vescovi in seno al Consiglio permanente. Le nuove disposizioni terranno conto oltre alla composizione territoriale delle diocesi, anche gli anni di episcopato dei vescovi. È quanto hanno deciso i vescovi francesi che riuniti fino al 13 maggio in assemblea plenaria hanno riflettuto e votato nuove disposizioni per la collegialità, ovvero – come si legge in una nota della Conferenza episcopale – “il lavoro in comune dei vescovi al servizio della Chiesa cattolica in Francia”. Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale che si riunisce 10 volte all’anno da settembre a giugno, è composto attualmente da un presidente, da un vice-presidente, dall’arcivescovo di Parigi, membro di diritto, e da 9 membri eletti dall’assemblea sulla base di una rappresentazione territoriale. Secondo le nuove disposizioni il Consiglio permanente vedrà al suo interno un secondo vice-presidente. Per la composizione degli altri membri si procederà in questo modo: 3 vescovi saranno eletti secondo un criterio demografico (un vescovo per le 46 diocesi con meno di 500mila abitanti, un rappresentante per le 36 diocesi tra i 500mila e un milione di abitanti, e un rappresentante per le 23 diocesi con più di un milione di abitanti). Tre vescovi saranno invece eletti secondo un criterio di “anzianità nell’episcopato” (un rappresentante dei vescovi nominati prima del 1990; un rappresentante dei vescovi nominati tra il 1990 e il 1997 e un rappresentante dei vescovi nominati dopo il 1998). Le elezioni del nuovo Consiglio permanente secondo le nuove disposizioni si terranno alla prossima assemblea plenaria che si svolgerà a Lourdes dal 4 al 9 novembre.