Inghilterra e Galles: aborto, irresponsabile silenzio” “

“Uno spaventoso affronto ai diritti e alle responsabilità legittimi dei genitori che minaccia i valori della vita familiare”: così l’arcivescovo Peter Smith, presidente del dipartimento per la responsabilità cristiana e la cittadinanza della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, commenta la decisione di un assistente sanitario britannico del Nottinghamshire, nel nord di Inghilterra, di consentire alla quattordicenne Melissa Smith di abortire all’insaputa della madre. Secondo la legge britannica gli insegnanti non sono tenuti a comunicare ai genitori se un’allieva aspetta un bambino. Dopo aver preso la prima delle due pillole abortive la ragazzina ha raccontato tutto alla madre Maureen, e insieme hanno deciso di tenere il bambino, ma ormai era troppo tardi. “Come madre mi sono sentita del tutto privata dei miei diritti”, ha dichiarato Maureen. Parole che fanno eco a quelle usate dall’arcivescovo Smith secondo il quale la decisione degli insegnanti di Melissa “minaccia i valori della vita familiare ed in particolare iI diritto dei genitori di allevare, guidare e, a volte, assumere decisioni nel miglior interesse dei figli. Essa inoltre promuove una cultura di irresponsabilità rispetto ai rapporti sessuali tra minorenni”. L’arcivescovo ha anche sottolineato che la legge in questa materia è poco chiara. Da un lato i genitori possono venire multati o addirittura imprigionati se i figli non vanno a scuola. Dall’altro, il diritto legittimo dei genitori di guidare e sostenere un figlio in una materia grave come l’aborto sono stati del tutto rimossi.