inghilterra e galles" "
Edita nello scorso mese di febbraio, è stata sottoposta ai vescovi di lingua inglese (11 Conferenze episcopali) la prima bozza (libro verde) della nuova traduzione dell'”Ordo Missae” che nel gennaio 2005 dovrebbe sostituire il messale attualmente in uso, adottato nel 1974. Numerosi vescovi dell’Inghilterra e del Galles si dicono “costernati” per il linguaggio utilizzato, che definiscono “goffo”, e chiedono pertanto una seconda bozza del testo da esaminare prima di dare il via libera a quella da approvare formalmente (libro grigio). La traduzione, curata dalla Commissione internazionale per l’inglese nella liturgia, nel tentativo di avvicinarsi maggiormente all’originale in latino, ha prodotto, secondo i presuli, un testo sgraziato e appesantito da inutili aggettivi. I vescovi temono che alcune parrocchie rifiuteranno di adottare il nuovo messale che potrebbe dare l’impressione “di voler riportare indietro le lancette dell’orologio verso un modello di Chiesa più gerarchico”; alcuni vescovi statunitensi ritengono il testo “troppo inglese”. Di qui il timore che esso non verrà adottato entro il termine previsto del gennaio 2005. Rispetto alla precedente, la traduzione del nuovo messale appare più in linea con i principi liturgici sostenuti dalla Congregazione per il culto divino. Alcuni dei più importanti cambiamenti sono stati ampiamente discussi e accolti dai liturgisti; il testo contiene, nondimeno, centinaia di piccoli aggiustamenti alla liturgia che potrebbero alterarne lo spirito, e reintroduce termini ormai desueti e lontani dal linguaggio comune. “I vescovi chiedono maggiore attenzione alla costruzione sintattica e alla lunghezza di alcune frasi” dichiara mons. Mark Jabalé di Menevia, vescovo di Menevia (Galles) e presidente del Dipartimento dei vescovi per la vita cristiana e il culto divino, precisando che “ognuno ha espresso la propria opinione personale sulla bozza, ma nel complesso la Conferenza episcopale ha accolto positivamente il documento”. Mons. Jabalé ravvisa il limite maggiore del testo “nel fatto che la traduzione, per essere il più letterale possibile rispetto all’originale latino, in alcuni casi non tiene conto della struttura idiomatica del linguaggio attuale”. “Più bello e più elegante del precedente”: così fr. Desmond Connolly, parroco di San Giovanni Battista ad Andover (Hampshire), definisce invece il testo della bozza. In particolare “la preghiera eucaristica ci dà il senso di essere realmente alla presenza di Dio” afferma, convinto “che saranno numerosi i preti ad accogliere con soddisfazione un testo più vicino al latino dell’attuale, ritenuto da molti inadeguato” e motivo di “frequenti improvvisazioni di preghiere e ‘deviazioni’ dalle formule scritte”. “Sarebbe sciocco ridurre il dibattito sul tema ad una polemica tra liberali e conservatori – scrive al riguardo il Catholic Herald -. I cattolici di lingua inglese, indipendentemente dalle loro preferenze, dovrebbero essere consapevoli di come la traduzione della messa attualmente in uso non sia in grado, a volte, di trasmettere la ricchezza del latino”. Per il settimanale cattolico del Regno Unito “la messa inglese del nuovo millennio deve portare a compimento ciò che, pur con qualche manchevolezza, la messa tridentina seppe fare in modo mirabile: catturare la bellezza della santità. Non ci siamo ancora riusciti ma non c’è motivo di disperare. Non vi è alcuna fretta”.