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Si è concluso domenica 23 maggio a Mariazell, in Austria, il Mekt Giornata dei cattolici mitteleuropei. L’iniziativa promossa da otto conferenze episcopali (Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Rep. Ceca, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria) ha visto la partecipazione di oltre ottantamila persone. Le conferenze episcopali hanno redatto il “messaggio di Mariazell”. Ecco una sintesi del documento. “Mostrare Cristo alle persone”. “Molti europei conoscono Cristo solo superficialmente o non lo conoscono affatto. Noi siamo chiamati a mostrare loro Cristo. Lo incontriamo immergendoci profondamente nella Sacra Scrittura, nella preghiera e nella celebrazione della liturgia […] Se abbiamo trovato veramente Cristo, Egli ci spingerà a condividerne la gioia col maggior numero di altre persone”. “ Imparare e insegnare a pregare“. “L’Europa sarà benedetta solo se qui ci saranno molte persone che preghino insieme e anche individualmente, dando così a Dio una risposta di lode, di ringraziamento e di richiesta nei confronti della parola che Egli ci rivolge in modo sempre nuovo con la creazione e con la redenzione. Le nostre comunità parrocchiali debbono diventare sempre più scuole di preghiera. la santità e la bellezza, come parte integrante dello splendore di Dio debbono tornare a contraddistinguere maggiormente la liturgia”. “ Aumentare e approfondire la conoscenza della fede“. “All’interno di una società dell’istruzione è necessario che i cristiani conoscano bene la grandiosa struttura generale della fede cristiana, affinché, nell’incontro con altre religioni e altri modelli di vita possano essere presi sul serio”. “ Mostrare segni“. “Nei nostri Paesi ci si confronta ogni giorno con una marea di parole e di immagini. Solo pochi di essi parlano a favore di Dio e della Chiesa. Come cristiani, possiamo tuttavia opporre segni positivi, non nascondendo la Croce in casa e nel lavoro, la preghiera prima dei pasti e le discussioni su temi religiosi. La Croce e altri simboli e riti cristiani hanno il loro posto sia nella vita privata come in quella pubblica. Possiamo dare un grande contributo al bene della società dei nostri Paesi”. “ Salvaguardare la cultura del riposo domenicale“. “La domenica senza lavoro come giorno comune di riposo è un alto bene, il cui sacrificio danneggerebbe profondamente l’intera società […] Vogliamo ricercare e condividere alleanze contro lo svuotamento del significato della domenica”. “Tutelare e sviluppare la vita”. “I cristiani convinti sono amici della vita umana in tutte le sue dimensioni: amici della vita nata e non nata, della vita compiuta e disabile, della vita terrena e di quella eterna. Questa vita viene oggi minacciata in modo particolare al suo principio e alla sua fine. Pertanto, ci impegneremo con tutte nostre forze mentali, emotive e fisiche, per tutelare e sviluppare la persona e il suo ambiente. La nostra preoccupazione va soprattutto al matrimonio e alla famiglia. Si tratta di elementi indispensabili per la società e la Chiesa. Il numero limitato di bambini nei nostri Paesi è uno tra i maggiori problemi dell’Europa. Continuiamo imperturbabili a far riferimento agli ideali di solidità del matrimonio e della famiglia e aiutiamo le sorti delle persone che hanno subito l’interruzione di un rapporto stabile”. “ Promuovere la solidarietà in Europa e nel mondo“. “I cattolici dei nostri otto Paesi… hanno fatto molto insieme, e gli uni per gli altri. In tal modo, hanno rafforzato la solidarietà della società civile nei nostri Paesi. Questa collaborazione non può scemare una volta finito il “pellegrinaggio dei popoli”. Noi vescovi esortiamo tutti i cristiani a noi affidati: proseguiamo sul cammino iniziato nel cuore del nostro continente, all’interno della cristianità ecumenica e dell’intera umanità. Il pellegrinaggio dei popoli è e rimane un’importante tappa di questo percorso. Ci accompagnerà il ricordo dell’immagine miracolosa di Mariazell”.