Nuovo Concordato tra Santa Sede e Repubblica del Portogallo. La firma è avvenuta in Vaticano lo scorso 18 maggio. Erano presenti il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato ed il Primo ministro della Repubblica portoghese, José Manuel Durão. Il nuovo Patto sostituisce quello siglato il 7 maggio 1940, che come affermato dalla Santa Sede, “ha garantito lunghi e fruttuosi rapporti tra la Chiesa cattolica e il Portogallo” ma i cambiamenti intervenuti nel frattempo “avevano reso inapplicabile una parte dei suoi contenuti e soprattutto l’accordo missionario”. Il nuovo Concordato regola la posizione giuridica della Chiesa cattolica e delle sue istituzioni. Lo Stato garantisce alla Chiesa il pubblico e libero esercizio delle sue attività, in particolare per quanto riguarda il culto, il magistero e il ministero, nonché la giurisdizione in materia ecclesiastica; riconosce inoltre la libertà religiosa, segnatamente negli ambiti di coscienza, culto, riunione, associazione, espressione pubblica, insegnamento e attività caritativa. A seguito del nuovo accordo, i Portoghesi potranno decidere, nella propria dichiarazione dei redditi, di destinare una percentuale alla Chiesa cattolica, così come viene stabilito formalmente il fatto che la nomina o la rinuncia dei vescovi dipenderanno esclusivamente dalla Santa Sede, mentre lo Stato portoghese ne verrà solamente informato. Il rappresentante del Papa in Portogallo, mons. Alfio Rapisarda, ha affermato che il nuovo Concordato permetterà alla Chiesa di compiere la sua missione “con maggiore sicurezza e con più fiducia in se stessa, per servire meglio il popolo di Dio che è qui in Portogallo”. Mons. João Alves, vescovo emerito di Coimbra, ha affermato che “quello firmato oggi è il testo migliore che si poteva avere”. Il Concordato entrerà in vigore dopo lo scambio degli strumenti di ratifica.