laici cristiani" "

Testimoni e costruttori” “

L’impegno nella vita pubblica europea: un incontro a Vienna” “” “

“Cristiani nella costruzione dell’Europa”: attorno a questo tema si sono ritrovati a Vienna, il 20 e 21 maggio, 400 rappresentanti del laicato cattolico organizzato dei Paesi dell’Europa centro-orientale, nel quadro del primo Katholikentag (giornata cattolica) dell’Europa centrale, culminato il 22 maggio con il pellegrinaggio di Mariazell. Quattro relazioni hanno posto le basi per la discussione. Cinque sfide e… Mons. Josef Homeyer, presidente della Comece, ha affrontato il tema della “responsabilità per il futuro dell’Europa”. Secondo mons. Homeyer i cristiani devono essere capaci di “una fides quaerens intellectum in chiave politica” e di inserire “la religione nel discorso pubblico”, per impedire sia che l’approccio illuminista – trasformi l’uomo in oggetto, sia che la religione diventi “mantello di copertura del fondamentalismo”. Cinque sono le sfide per il futuro dell’Europa: “l’implosione demografica del Vecchio continente, il giusto riparto di una crescita economica declinante, l’equilibrio fra necessità economiche e coesione sociale, il governo dell’immigrazione e la comprensione con l’Islam. In questo contesto i cristiani devono occuparsi delle cose pubbliche “in nome della dignità dell’uomo, nella fiduciosa attesa che l’uomo vada oltre se stesso e si apra alla grandezza delle promesse di Cristo, e nel ricordo di quella storia di dolore che è raccolta nel calvario di Cristo, ma anche nel ricordo di una vita riuscita la cui ragione, misura e obiettivo è Gesù Cristo”. …una triplice testimonianza. Secondo l’ex direttore del Fondo monetario internazionale Michel Camdessus, i cristiani – al fine di “portare all’Europa un supplemento d’anima” – “sono chiamati ad una tripla testimonianza: sull’uomo, sull’Europa e la sua identità, sul mondo e sulle sue attese”. La testimonianza sull’uomo, a fronte delle sfide poste dalla bioetica, dalle minacce all’ambiente e dalla povertà, può essere data a partire dal valore della dignità umana, “che deve essere preservata nella creazione e nelle persone più fragili” e che va difesa operativamente “ogni giorno”. La testimonianza sull’Europa chiede ai cristiani di spendersi per i valori dell’apertura e della solidarietà. La testimonianza sul mondo richiede l'”impegno per i valori della pace e dello sviluppo”. Nel sostegno ai Paesi in via di sviluppo è essenziale “mantenere la parola data per ridurre le ingiustizie nel mondo e tenere fede ai numerosi impegni assunti in sedi internazionali dalle nazioni ricche”. L’inventario delle risorse. Il segretario del Pontificio consiglio per i laici, mons. Josef Clemens, ha ripercorso sinteticamente la dottrina sul laicato contenuta nei principali documenti conciliari, e sistemata organicamente nella Christifideles Laici. Muovendo poi dalla lettera del Papa Ecclesia in Europa, mons. Clemens ha invitato a “fare un inventario” delle risorse e delle ricchezze di cui il laicato cattolico dispone nell’Europa centrale e a prendere parte all’annuncio evangelico con uno spirito da “mobilitazione generale spirituale”. Con le “armi” cristiane della preghiera, della parola, della liturgia, dei sacramenti e della festa della domenica, i laici cristiani devono impegnarsi nell’allargamento e nell’approfondimento dell’attuale orizzonte europeo, difendendo la dignità dell’uomo soprattutto sui fronti del matrimonio, della famiglia, delle persone disabili e degli anziani e operando con creatività nella cultura. Parlare al cuore degli uomini. Secondo Hans J. Meyer, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, i cristiani, in una Europa liberale e pluralistica – che è “una chance e un rischio al tempo stesso” – devono saper “convincere ed argomentare, appellandosi alla ragione e all’esperienza delle persone”. Coniugando libertà e verità, i cristiani dovrebbero essere uniti in Europa su alcuni temi centrali: “l’immagine dell’uomo”, muovendo dall’idea che tutti sono figli di Dio e rifuggendo dall’illusione dell’uomo perfetto magari eugeneticamente prodotto – “la famiglia come centro della vita sociale”, nella quale “sarà cruciale trovare modi per coniugare maternità e professione, ma anche paternità e professione”, “la giustizia sociale e la solidarietà”. Occorre, infine, “trovare una lingua capace di parlare al moderno, ovvero al cuore e all’intelligenza delle persone”.