A seguito di consultazioni durate oltre un anno, l’Esecutivo ha adottato la settimana scorsa un documento con il quale si chiede alle parti sociali interessate (rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori) di rivedere alcuni aspetti “cruciali” della direttiva sull’orario di lavoro in vigore dal 1993. Secondo il documento, gli aspetti sui quali il negoziato dovrebbe aprirsi sono i seguenti: “Le condizioni d’applicazione della rinuncia alla settimana lavorativa di 48 ore; le implicazioni di recenti sentenze in forza delle quali il tempo speso in servizio va computato come orario di lavoro; il periodo sulla base del quale viene calcolata la media del limite settimanale di 48 ore”. Il commissario agli Affari sociali, Stavros Dimas, ha affermato che la revisione è necessaria per “garantire contemporaneamente ai lavoratori la tutela della loro salute e la sicurezza, e alle imprese la flessibilità di cui hanno bisogno per restare concorrenziali”. L’attenzione di Bruxelles è anche rivolta a misure per meglio conciliare lavoro e famiglia.