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Una Gmg mitteleuropea” “

In 6.000 da Mariazell ” “a Colonia 2005” “” “

Il pellegrinaggio dei popoli a Mariazell del 22-23 maggio ha dato ampio spazio ai circa 6.000 giovani venuti da tutta l’area mitteleuropea, con un ricco programma di eventi. A loro era dedicata la messa finale, celebrata domenica all’aperto al freddo e sotto la neve dal card. Peter Erdö, arcivescovo di Esztergom-Budapest e primate d’Ungheria e dal card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga. Anche la cerimonia inaugurale di venerdì sera nella basilica è stata all’insegna dei giovani pellegrini. Il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha dato il benvenuto ai giovani sottolineando il compito di “portare alle persone il messaggio del Mekt: Cristo speranza dell’Europa”. All’evento era presente anche il card. Joachim Meisner di Colonia, la città che ospiterà nel 2005 la Gmg. Ed era proprio un'”atmosfera da Gmg”, con le parole di Matthias Kopp, portavoce della Gmg di Colonia 2005, quella in cui i ragazzi hanno cantato, pregato, fatto l’adorazione eucaristica. Durante il Mekt si sono svolti anche numerosi laboratori in cui i giovani hanno affrontato diversi temi, da quelli spirituali a quelli etico-sociali. GIOVANI PELLEGRINI. “È un incontro di giovani legati da Gesù”, dice ANEKA NEMECECK di Praga (Rep. Ceca). “Una bella esperienza di scambio di esperienze con giovani di altri Paesi”. ALECSANDAR GUBAR, di Györ (Ungheria), è venuto a piedi, percorrendo 160 km in 4 giorni: “Per gli ungheresi, Mariazell è un luogo tradizionale di pellegrinaggio. Sono molti i pellegrini che vengono a piedi ogni anno dall’Ungheria e ora, con l’ingresso nell’Ue, vogliamo costruire un incontro con i giovani di diversi Paesi”. GIOVANI ED EUROPA. Sull’incontro dei giovani a Mariazell, mons. ÄGIDIUS ZSIFKOVICS, segretario generale della Conferenza episcopale austriaca, ha dichiarato al Sir: “Questa manifestazione per i giovani è uno degli eventi più importanti del Mekt perché si tratta del futuro. Il processo di unificazione europea dipende molto da questi giovani e può beneficiare molto da essi. Sentire il cristianesimo non come un peso, un obbligo religioso da ottemperare, ma come gioia di cooperare con Cristo alla costruzione del cantiere Europa, portare i valori cristiani nella nostra società: questo è il lievito, questo è il modo in cui noi cristiani dovremmo – e secondo il Vangelo, dobbiamo – contribuire a forgiare l’Europa”. Sul significato del Mekt per la Chiesa austriaca, mons. Zsifkovics afferma: “È molto importante perché per molti aspetti la Chiesa austriaca è diventata stanca, tiepida, e ha da risolvere molti problemi, che riguardano non solo la Chiesa ma anche la società. I Paesi che partecipano oggi, e soprattutto quelli che appartenevano al blocco orientale, possono imparare ciascuno dall’altro. La nostra Chiesa austriaca può trasmettere alla Chiesa dell’Est molti valori spirituali, ma dalla Chiesa dell’Est la Chiesa austriaca può imparare molto la spiritualità e forse anche l’atteggiamento con cui le persone hanno testimoniato la fede per decenni, hanno patito a causa di essa. E così si ha uno scambio positivo tra Oriente e Occidente”. DA MARIAZELL A COLONIA. Durante l’incontro di venerdì notte, il card. JOACHIM MEISNER (Colonia) ha invitato i giovani di Mariazell alla Gmg di Colonia. “Nella storia di Dio, il mondo viene cambiato in positivo sempre da giovani e da anziani: dalla giovane Maria e dal vecchio Abramo”, ha detto, individuando come “missione per Mariazell e anche per Colonia la scoperta della propria vocazione”. “Spero per Mariazell e Colonia”, ha concluso, “di vedere giovani che domani e dopodomani daranno un nuovo volto all’Europa e al mondo un nuovo volto: il volto di Gesù”. “Abbiamo imparato molte cose da quest’incontro”, afferma MATTHIAS KOPP, portavoce della Gmg di Colonia, riferendosi anche all’organizzazione logistica dell’evento. “Mariazell – ha proseguito Kopp – mi ha impressionato per l’atmosfera di leggerezza e di spiritualità ma anche per la fede dei giovani. Credo che questo entusiasmo sia una buona preparazione a quello che ci sarà a Colonia. Ho osservato i giovani che sono venuti qui a Mariazell e penso che a causa delle repressioni della fede che hanno subito negli anni del comunismo, abbiano molto da insegnare al nostro Occidente ‘viziato’. L’entusiasmo nonostante i faticosi viaggi affrontati per arrivare qui è formidabile e penso che possa essere portato anche a Colonia”.